Non amo usare la prima persona quando scrivo, ma in questo caso, almeno per un preambolo, va fatta un’eccezione doverosa. Arrivo da Roma a Sansepolcro, cittadina della provincia di Arezzo, nel primo pomeriggio di mercoledì
Dopo Tenet e Oppenheimer, per la terza volta Ludwig Göransson, compositore svedese, già tre volte premio Oscar per Black Panther, Oppenheimer e I Peccatori, torna a lavorare con Christopher Nolan, firmando la colonna sonora di
Nel 2012 il Napoli Teatro Festival, allora diretto da Luca De Fusco, dedicò un focus interessantissimo al teatro argentino all’interno del quale l’allora trentasettenne Claudio Tolcachir era presente con tre spettacoli tuttora rappresentativi della sua
È di pochi giorni fa, proprio su queste pagine, un articolo di Paolo Ruffini attorno a un importante festival di danza contemporanea appena concluso a Roma (Una danza Fuori Programma di Paolo Ruffini/). Nelle righe
Per parlare dei dischi di Mistero buffo – oggetto di tre “puntate” dedicate alle edizioni fonografiche dello spettacolo realizzate da Dario Fo insieme a Franca Rame, di cui questa è la prima – conviene fare
Ci sono spettacoli il cui cuore pulsante è semplicemente – immensamente – il TEATRO. Non solo e non tanto come metafora dell’esistenza e specchio del mondo ma il teatro proprio in quanto tale: gioco di
La fragilità è davvero la risorsa di questa cosa mobile che si chiama teatro. Là dove la struttura mostra un varco o una sconnessione, la voce tradisce una sfocatura, quando qualcosa pur girando, gira a
Elettra 1944 scritto da Giancarlo Nicoletti, anche regista dello spettacolo che ha debuttato al Festival Teatrale di Borgio Verezzi l’11 luglio 2026, è un testo che rispetta diligentemente i canoni di scrittura drammatica, i topoi
Eccoci, dunque, al Teatro India di Roma per Fuori Programma, festival pensato da Valentina Marini come a un concentrato di espressività anche tangenzialmente divergenti ma col chiodo fisso di una indagine sul corpo e varianti
Ci sono storie che immaginano il futuro. Invece The Handmaid’s Tale, chiamato anche Il racconto dell’ancella, prende frammenti del presente e li restituisce allo spettatore con la forza di una distopia che non appare mai