Jekyll e Hyde: partitura per attore solo di Alessandra Bernocco

Foto di Luca A. d'Agostino

Entra dall’uscita Gabriel John Utterson, professione avvocato, e subito si annuncia un’incongruità. C’è qualcosa che non torna.  La porta è una, per entrare e per uscire ma c’è scritto Exit a caratteri cubitali, come si trattasse di un’uscita di sicurezza. Dentro è il labirinto, depositato in pagine e pagine da decifrare.
È il primo segno forte della scenografia, prima di immetterci nei labirinti della mente. Una mente che tutto intercetta, introietta, assorbe, come il bianco quasi assoluto che neutralizza e annienta i fasci di luce e abbaglia e confonde. Disorienta.

Foto di Luca A. d’Agostino

Sullo schermo che occupa lo spazio del fondale c’è scritto Relazione completa di Henry Jekyll sul proprio caso redatta da Gabriel John Utterson. Colui chiamato a difenderlo dall’accusa di omicidio.
Che in questa versione de Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde è il solo portavoce della storia, ovvero dell’incubo di Stevenson tradotto in racconto, frequentato dal cinema e divenuto riferimento paradigmatico di doppiezza, dalla psicanalisi alle conversazioni da salotto.

Nel ruolo Christian La Rosa, che in sessanta minuti di spettacolo riesce a rendere i picchi di up and down di un ciclotimico dei giorni nostri, quando nessuno lo vede, ora dedito a catalogare, ricercare, ordinare, ora sorpreso a ingoiare carta e a tracannare gin.
Un corpo e una voce per due nature e un’unica memoria, secondo la regia di Fabio Condemi e la drammaturgia di Federico Bellini, che più che adattamento è a tutti gli effetti nuova scrittura, dove si cita Pasolini e la disperata vitalità che non ti esime dal dolore e dove si parla anche di litio, il regolatore di umore e ultima spiaggia per il disturbo bipolare, prima del suicidio.
A cui in un modo o in un altro si arriva: a uccidere la parte cattiva di noi illusi di salvare la sana, per compiacenza, conformismo, amor di quiete, o perché la società te lo chiede, ricattandoti o mettendoti al bando, confinandoti in un “esser sé stessi provvisorio” figlio di “un’idea di unità che chiamiamo figli, famiglia, carriera”.

Foto di Luca A. d’Agostino

Nonostante la verbosità anche bella del testo, la critica alla doppia morale viene fuori molto bene, prima ancora della riflessione sulla fascinazione del male, che pure esercita il suo peso, fatto di tentazione, contagio e mistificazione.
Nascosto nelle pulsioni animali più vere, liberate, non generate, da pericolose o provvidenziali pozioni.
E raccontato in modo iperbolico dall’abito over size con cui Utterson si presenta verso la fine, una scena che fa volutamente sorridere, per poi venire punito in una lenta e simbolica crocifissione.
È che tutti d’un pezzo non lo siamo mai stati e sotto il cilicio, la corona, o semplicemente il tailleur e il filo di perle, siamo un groviglio inestricabile di istinti difformi considerati scorretti. Da riconoscere, non condannare, come fa Utterson talmente dedito al suo assistito da assumerne i tratti nel bene e nel male. E per questo incapace di chiudere il caso, di pervenire a una soluzione plausibile, di sciogliere dubbi e addomesticare i demoni.
La scena sostanzialmente immutata è costruita dalla drammaturgia visiva di Fabio Cherstich, dalle luci di Veronica Varesi Monti e dall’audiovisual design di Francesco Sileo.

Foto di Luca A. d’Agostino

Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde

liberamente tratto dal romanzo di  Robert Louis Stevenson
drammaturgia Federico Bellini
regia Fabio Condemi
con Christian La Rosa
drammaturgia delle immagini e spazio scenico Fabio Cherstich
scenografo collaboratore Andrea Colombo
luci Veronica Varesi Monti
audiovisual design e Live scanner system Francesco Sileo
assistente alla regia Andrea Lucchetta
produzione Compagnia Umberto Orsini, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Elsinor – Centro di Produzione Teatrale, LAC Lugano Arte e Cultura.

Lo spettacolo è stato visto al Teatro Vascello di Roma il 25 settembre 2026.

Prossime date:
Teatro Cantiere Florida, Firenze, 6 novembre 2026.
Teatro Testori, Forlì, 7 novembre 2026.
Teatro Fontana, Milano, dal 10 al 15 novembre 2026.
Teatro Foce, Lugano, 22 e 23 dicembre 2026.

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