La colonna sonora “The Odissey”: quando un limite diventa un’opportunità creativa di Anita Perrotta

Dopo Tenet e Oppenheimer, per la terza volta Ludwig Göransson, compositore svedese, già tre volte premio Oscar per Black Panther, Oppenheimer e I Peccatori, torna a lavorare con Christopher Nolan, firmando la colonna sonora di Odissea. Nolan questa volta ha però in serbo una richiesta visionaria per questo film: il divieto di utilizzo dell’orchestra tradizionale, ossia ciò che è da sempre alla base di tutti i kolossal classici dei primi anni Sessanta, da Spartacus a Ben-Hur a I Dieci Comandamenti, o al più recente Il Gladiatore. Colonne sonore che donano maestosità alle opere rendendole senza tempo.

Negare l’orchestra ad un compositore lo fa uscire dalla sua zona di comfort, lo costringe a rimettere in discussione la sua creatività e le sue certezze, ma ecco che proprio da questo limite nasce un linguaggio sonoro nuovo, inesplorato e straordinariamente efficace.

Göransson ripensa completamente il suo approccio creativo e scrive una colonna sonora “gigantesca”, intima e di grande carattere, lavorando con suoni e strumenti mai utilizzati prima. Il film ne riceve un sapore universale, reinventando completamente il linguaggio musicale del cinema epico e portandolo in un territorio ad oggi ancora inesplorato e sperimentale.

Per realizzare ciò, il compositore si avvale di alcuni strumenti tipici dell’antica Grecia, come la lira e l’aulos, entrambi utilizzati dagli aedi, per questo film suonati rispettivamente da Rosa Fragorapti e da Callum Armstrong. Si serve poi di 35 gong di bronzo dalle diverse dimensioni e sperimenta suoni con qualsiasi superficie possa ispirarlo.

«Colpivamo muri, ringhiere, qualsiasi oggetto trovassimo all’esterno: rottami metallici, perfino unità di condizionamento dell’aria», dichiara Göransson.

Sono presenti importanti parti vocali, utilizzate dal compositore per enfatizzare i momenti più intensi del racconto, dando respiro e drammaticità, ma nello stesso tempo aiutando a collegare le scene con morbidezza.

Ogni dettaglio sonoro è curato attraverso un montaggio musicale sulle scene sempre puntuale e un mix musiche impeccabile. Il risultato è una colonna sonora imponente, ritmica, emotiva, che pervade la scena senza invaderla.

Ma manca ancora un elemento fondamentale da sottolineare, ossia ciò che caratterizza tutte le colonne sonore di successo: la riconoscibilità. Anche qui Göransson riesce a seminare la musica talmente in profondità che, senza accorgercene, siamo in grado di ricordarla già al secondo ascolto e fin dalla prima nota.

Un lavoro molto interessante è stato fatto sul tema Odysseus, che accompagna il protagonista durante i momenti più intimi del suo viaggio e presta la sua cellula tematica a Sirens, brano ammaliante e disturbante, come il canto delle sirene a cui è chiamato a resistere Ulisse.

Ed ecco che anche grazie alla musica, l’Odissea continua ad incantarci, come fa da quasi 3000 anni, nelle sue versioni, traduzioni, adattamenti e in tutte le sue forme di rappresentazione.

Oltre alle musiche strumentali, nella colonna sonora troviamo il brano When I’m Home, canzone originale utilizzata nei titoli di coda, scritta da James Blake, Travis Scott, Ludwig Göransson e dallo stesso Christopher Nolan, che contiene suoni elettronici, distorsioni, citazioni parlate del film, un pezzo di grande impatto che si sposa perfettamente con tutta la linea musicale della colonna sonora.

La colonna sonora The Odissey di Ludwig Göransson è prodotta da Back Lot Music, una divisione della Universal Studios Music LLLP, e si trova dal 17 luglio scorso in tutti i principali digital store.

Il backstage della colonna sonora si può trovare al link: https://youtu.be/CyWmbxdkUGo

Courtesy of Universal Pictures Italia

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