Ci sono dischi che restano in circolazione. E ce ne sono altri che scompaiono quasi subito, come se il loro destino fosse quello di sottrarsi al mercato prima ancora di essere metabolizzati. Notti Senza Fine,
Quando un testo, un corpo, una regia e una musica attraversano oltre vent’anni di storia teatrale e tornano ad abitare l’oggi – in un contesto storico e sociale radicalmente mutato, in un teatro segnato dal
C’è un’immagine che accoglie lo spettatore, una presenza muta che condensa in sé il peso dell’intero dramma: un albero grande, spoglio, privo di foglie. Le sue ramificazioni nude sembrano vene esposte o dita protese verso
Come la minaccia di un’apocalisse, arriverà un momento, e precisamente l’anno 2030, in cui gli uomini non potranno più fare sesso. Si consumerà allora l’ultimo orgasmo, quello che segnerà la fine di una pratica ormai
Nel regime ipertrofico delle narrazioni contemporanee il fugace passaggio a Roma, nei giorni scorsi, di due lavori, distanti l’uno dall’altro uno spazio a dir poco siderale, ci restituiscono gli estremi concettuali di un pensiero per
Per pochi giorni ancora, fino al 15 febbraio, si può visitare al museo del Genio di Roma – riaperto da pochi mesi – la mostra Vivian Maier. The Exhibition dedicata alla fotografa statunitense nel centenario
L’anno scorso hanno soffiato le prime dieci candeline di un teatro resistente, radicato nella città e nella comunità, capace di farsi laboratorio di conforto e di confronto. Quest’anno proseguono a modellarsi e a modellare, a
Nonchalance. Mi sembra questa la parola più giusta per definire la recitazione e la postura degli attori di Thomas Ostermeier. Dico di Ostermeier perché ho avuto la stessa sensazione anche da spettacoli precedenti. C’è qualcosa
Nel 1995 Pippo Delbono varca la soglia del manicomio di Aversa e incontra Vincenzo Cannavacciuolo che il teatro conoscerà come Bobò. Un uomo minuscolo, murato vivo per quarantasei anni, che partecipa silenzioso al laboratorio che Pippo
Partiamo dalla fine. Da quella danza tribale e potente nel corso della quale le quattro attrici in scena attraversano una partitura di gesti, passi, espressioni mimiche, sguardi, alla cui forza è impossibile sottrarsi. Nel disegno