Alcuni percorsi artistici nascono da un’urgenza profonda e portano in sé tutta la carica vitale delle cose necessarie. Il lavoro di Veronica Pace appartiene a questa categoria. Regista e drammaturga alla guida della compagnia Shakespeare
Nel 1998 DreamWorks Animation realizzò Il principe d’Egitto (The Prince of Egypt), uno dei primi grandi successi internazionali dell’animazione cinematografica al di fuori della produzione Disney. Caratterizzato da un’estetica bidimensionale, da geometrie rigorose, anatomie idealizzate,
Prosegue a Nuoro l’itinerario di Drammaturgie del Destino. Avevamo lasciato il pubblico del TEN di Nuoro il 13 ottobre con I coralli della memoria di Iben Nagel Rasmussen. La rassegna fa ora ritorno al Teatro
Ricordare, a qualche giorno di distanza dalla visione, Muette di Boris Charmatz, visto in prima nazionale al Romaeuropa Festival e poi in giro per un tour italiano (CanGo a Firenze, Triennale Milano, Teatri di Vita)
Vi è mai capitato di vedere qualcuno in sella a un cavallo aggirarsi in una biblioteca in cerca di libri, magari per arrivare allo scaffale più in alto? È capitato a Monica Monasterolo, direttrice della
Accade non più così raramente in questi ultimi anni che in diversi contesti ma, soprattutto, in artisti e artiste nell’ambito della danza contemporanea o della performance, anche di generazioni non coincidenti e provenienti da emisferi
Sul palcoscenico del Teatro Le Maschere, la storia di Bellezza Orsini è viva testimonianza. Andato in scena dal 15 al 18 ottobre con la regia di Adriano Evangelisti e l’interpretazione di Maria Cristina Gionta, lo
Una rassegna che attraversa Roma, Nuoro e Torino, mettendo in relazione la voce antica e ancora viva di Grazia Deledda con la drammaturgia del presente. È Drammaturgie del Destino. Le donne fra scritture della scena
Di fronte alla paura di non arrivare a fine mese, alla precarietà opprimente in cui annaspiamo, al futuro negato che ci attende, al famelico progresso tecnologico che ci travolge, non resta che una sola consolazione:
Orlando furioso è forse lo spettacolo in cui la vocazione operistica di Davide Livermore è più trasparente. A cominciare dalla scelta di mettere in scena un poema in versi così poderoso, dove il lirismo di