Cantando sotto la pioggia, realizzato per il grande schermo nel 1952, approdò per la prima volta in teatro nel 1983. L’allestimento, presentato al London Palladium e rimasto in scena per circa due anni, è ricordato anche per l’innovativo effetto della pioggia sul palco, che creò, tuttavia, non poche criticità tecniche e di sicurezza.
La prima trasposizione italiana ufficiale “dovrebbe” (il condizionale è d’obbligo, in assenza di dati d’archivio certi su eventuali precedenti) essere quella prodotta nella stagione 1996/97 dalla Compagnia della Rancia, con Raffaele Paganini, Chiara Noschese (in alternanza con Edy Angelillo), Manuel Frattini, Silvia Specchio e Fabio Ferrari.
Pur presentando una trama originale, il film si configurava, sul piano canoro, come un assemblaggio, un autentico jukebox musical, brani preesistenti firmati da Nacio Herb Brown e Arthur Freed. Fa eccezione Make ’Em Laugh, che sembra richiamare Be a Clown di Cole Porter, tratta dal film The Pirate. Le canzoni, già impiegate in pellicole degli anni Venti e Quaranta, precedono dunque il musical stesso.
Emblematico è il caso dell’iconico Good Morning, scritto nel 1939 per Babes in Arms, interpretato da una giovanissima Judy Garland insieme a Mickey Rooney. Anche Singin’ in the Rain è antecedente all’omonima pellicola: compare già in The Hollywood Revue of 1929, tipica rivista cinematografica dell’epoca, che include anche una curiosa apparizione di Stan Laurel e Oliver Hardy in veste di improbabili prestigiatori.

La vicenda è nota: Don Lockwood e Lina Lamont sono due stelle del cinema muto che faticano a adattarsi all’avvento del sonoro. Il limite più evidente è quello di Lina, la cui voce risulta inadatta al nuovo mezzo. L’arrivo della giovane attrice Kathy Selden, di cui Don si innamora, suggerisce a Cosmo, amico fraterno di Don, una soluzione tanto semplice quanto efficace: trasformare l’ultimo film della coppia Don-Lina (presentato in anteprima e destinato a divenire un clamoroso flop) in un film musicale facendo doppiare Lina, segretamente e contro la sua volontà, da Kathy.
Tra equivoci e situazioni comiche, quando tutto sembra volgere al peggio, la verità emerge, ristabilendo i meriti artistici di Kathy e consentendo il lieto fine.
L’attuale allestimento teatrale di Cantando sotto la pioggia, che termina il suo tour 2025/2026 al Teatro Brancaccio di Roma con la regia di Luciano Cannito, si distingue per solidità e cura complessiva.
Se l’ingranaggio drammaturgico originale si conferma quasi perfetto, la versione italiana riesce nell’intento, non scontato, di restituirne i tempi comici e brillanti, arricchendoli con una misura calibrata di umorismo “italico” che ne facilita la ricezione presso il pubblico nostrano.
Le coreografie, firmate dallo stesso Cannito, combinano struttura e spettacolarità, sostenendo con efficacia il ritmo scenico. La scenografia di Italo Grassi, classica nell’impianto ma dinamica nei movimenti a vista e nell’uso di proiezioni e retroproiezioni, trova il suo apice nella celebre scena della pioggia, resa attraverso una reale cascata d’acqua.
I costumi di Silvia Califano (figlia del “Califfo” nazionale), ispirati ai modelli più rappresentativi dell’epoca, delineano con chiarezza il contesto storico: linee dritte e suggestioni flapper per il femminile; eleganza formale e capi più sportivi, come pantaloni a vita alta e Oxford bags, per il maschile.
Equilibrata la direzione musicale di Ivan Lazzara, attenta tanto alla resa vocale quanto alla funzionalità narrativa.
Efficace il disegno luci di Valerio Tiberi orientato a rendere ben visibile ciò che accade sulla scena più che a evocare emozioni nascoste, così come quello audio di Franco Patimo.

Come in tutti gli spettacoli di questo genere, l’ensemble risulta fondamentale per il risultato finale. Congratulazioni quindi a Michael Pagliaro, Felice Lungo, Filippo Tagliaferri, Valentina Danieli, Claudia Fois, Sara Buccarella, Emma Marcotulli, Chiara Di Nicola, Beatrice Sartori, Giulia Rubino, Salvatore Xhilone, Alberto Casalegno, Adriano Voltini, Lodovico Gaffuri e Devid Esposito, che si sono distinti per compattezza e professionalità.
Tra i protagonisti emerge la caratterizzazione di Lina Lamont, proposta da Martina Stella, costruita come una goofy villain spinta verso un registro volutamente caricaturale ma sempre controllato. Ne risulta un personaggio sopra le righe e al contempo credibile, capace di evocare certe figure dello spettacolo italiano che, nella vita reale, continuano a comportarsi come i personaggi da loro interpretati sullo schermo. Notevole anche la resa di What’s Wrong With Me? / Cosa c’è di sbagliato in me? (*), brano assente nel film e introdotto per la versione teatrale.
Flora Canto (Kathy Selden) offre una prova convincente per versatilità e presenza scenica, distinguendosi tanto nella recitazione quanto nel canto e nella danza. Brilla nel brano corale All I Do Is Dream of You / Continuo solo a sognarti ed eccelle come solista nel più intimo Would You / Vorrei te.
Lorenzo Grilli (Don Lockwood) si conferma interprete completo: tenore vocalmente solido, efficace nella recitazione e particolarmente a suo agio nella dimensione coreografica, come dimostra in Singin’ in the Rain. Ottima la tecnica di tip tap nella coreografia di Good Morning / Buongiorno, nella scena condivisa con Cosmo e Kathy.
Vittorio Schiavone (Cosmo Brown) spicca per energia e presenza scenica. Dotato di un’ottima tecnica, riesce a dar sfogo alle sue qualità acrobatiche prevalentemente in Make ’Em Laugh / Ridi. Maurizio Semeraro (R.F. Simpson) e Sergio Mancinelli (Roscoe Dexter), pur in ruoli non cantati (sono rispettivamente il proprietario della casa di produzione cinematografica e il suo regista) delineano con chiarezza due figure chiave della narrazione.
Se Cantando sotto la pioggia resta, in ogni sua versione, un titolo “vincente” grazie a una partitura ormai entrata nell’immaginario collettivo e a una drammaturgia esemplare, l’edizione firmata da Luciano Cannito riesce nell’operazione — tutt’altro che scontata — di restituirne spirito e leggerezza, rinnovandoli con misura per il pubblico di oggi.
(*) I titoli italiani dei brani, in assenza della pubblicazione del libretto in italiano, sono di mia traduzione.

Cantando sotto la pioggia
The Broadway Musical
basato sul film della Metro-Goldwyn-Mayer, per gentile concessione di Warner Bros. Theatre Ventures, Inc.
musiche pubblicate da EMI, tutti i diritti amministrati da Sony/ATV Music Publishing LLC
(coreografie originali del film di Gene Kelly e Stanley Donen),
prodotto in collaborazione con Maurice Rosenfield, Lois F. Rosenfield e Cindy Pritzker, Inc.
in accordo con Music Theatre International www.mtishows.eu
libretto Betty Comden e Adolph Green
canzoni di Nacho Herb Brown e Arthur Freed
traduzione e adattamento di Luciano Cannito
regia Luciano Cannito
con
Flora Canto
Lorenzo Grilli
con la partecipazione di Martina Stella
e con
Vittorio Schiavone, Maurizio Semeraro, Sergio Mancinelli
e con
Michael Pagliaro, Felice Lungo, Filippo Tagliaferri, Valentina Danieli, Claudia Fois, Sara Buccarella, Emma Marcotulli, Chiara Di Nicola, Beatrice Sartori, Giulia Rubino, Salvatore Xhilone, Alberto Casalegno, Adriano Voltini, Lodovico Gaffuri, Devid Esposito
coreografie Luciano Cannito
scene Italo Grassi
costumi Silvia Califano
traduzione e adattamento Luciano Cannito
direzione musicale Ivan Lazzara
traduzione liriche Luciano Cannito e Laura Galigani
disegno luci Valerio Tiberi
disegno audio Franco Patimo
presentato da Fabrizio di Fiore Entertainment & FdF GAT.
Teatro Brancaccio, Roma, fino al 26 marzo 2026.