Tutti hanno sentito parlare del romanzo di Alexandre Dumas (figlio) La signora dalle camelie (da cui deriva l’opera verdiana La traviata), così come del mito di Orfeo ed Euridice, anch’esso portato in scena nel mondo dell’opera da vari autori (solo per citarne alcuni, Monteverdi, Gluck, Offenbach). Tuttavia, non tutti collegano immediatamente queste composizioni alla pellicola Moulin Rouge! del 2001, diretta da Baz Luhrmann: film poi trasformato in musical nel 2018 e definitivamente approdato a Broadway nel 2019 con libretto scritto da John Logan (autore noto per aver partecipato alla sceneggiatura de Il gladiatore e per aver curato quelle di The Aviator e Hugo Cabret).
Il film racconta la storia di Satine e Christian attraverso un flusso narrativo frenetico, costruito su una sequenza di brani canori più che celebri — già patrimonio collettivo della maggior parte degli spettatori — che servono ad attrarre e incuriosire un pubblico abituato ai ritmi dei video musicali trasmessi da emittenti come MTV (per la cronaca, recentemente chiusa).
Moulin Rouge! riprende l’intreccio de La signora delle camelie ovvero l’amore impossibile tra una mantenuta (Violetta Valéry), malata di tisi, e un giovane di buona famiglia. La donna, sinceramente innamorata, su richiesta del padre di lui, lo lascia per garantirgli una vita migliore. Il ragazzo, accecato dalla gelosia, finirà per ferirla e, solo quando lei si abbandonerà alla morte, egli comprenderà quanto fosse profondo il loro sentimento.
Dal mito di Orfeo ed Euridice Moulin Rouge! mutua l’idea che la musica, la poesia e l’arte in generale sono strumenti di libertà e ribellione. Come Orfeo, che grazie alla sua lira riesce a convincere Plutone e Proserpina a concedergli di discendere nell’Ade per riportare in vita l’amata Euridice, così il poeta-sognatore Christian spera di liberare la soubrette Satine dall’oscurità socioculturale che la imprigiona. Il Moulin Rouge, in questa lettura, è come l’Ade: non è il regno della morte, ma un luogo di “non vita”, dove le anime trascorrono l’esistenza in un mondo di apparente luce, ma in realtà segnato da una moralità oscura. La morte non si può sconfiggere, ma l’amore — insieme all’arte — può essere la via per conquistare l’immortalità.

Venendo alla trasposizione teatrale del film, se la versione originale anglosassone (Moulin Rouge! The Musical, prodotto dalla casa australiana Global Creatures) non si discosta particolarmente dalla filosofia della pellicola, l’edizione italiana Moulin Rouge! Il Musical, proposta dal regista Massimo Romeo Piparo per il triplice palco del Sistina Chapiteau, offre un’interessante prospettiva di “ibridazione” tra il classico musical di lingua inglese e il gusto più tipicamente latino (in particolare italiano) da sempre incline a fruire costruzioni artistiche vicine alla commedia musicale, considerata erede naturale dell’operetta e dell’opera lirica.
Il lavoro si presenta grandioso e al tempo stesso ambizioso. La messa in scena si sviluppa su tre palcoscenici affiancati che riproducono i diversi luoghi della narrazione. Il palco centrale è dedicato agli avvenimenti che si svolgono all’interno del Moulin Rouge, dove, grazie a un girevole sottostante, vengono mostrati i vari ambienti del locale notturno. Le scenografie, firmate da Teresa Caruso, sono monumentali, caratterizzate da un gusto sontuoso e da un’impronta fortemente cinematografica. Allo stesso modo risultano estremamente ricchi e curati i costumi di Cecilia Betona, così come gli effetti luce e sonori, rispettivamente di Daniele Ceprani e Stefano Gorini.
Fondamentale per la riuscita dello spettacolo è stato il contributo musicale e di ricerca del maestro Emanuele Friello e, per quanto riguarda le coreografie, l’esperienza internazionale di Billy Mitchell.
Chi assisterà a una replica non si attenda di ascoltare tutti i celebri brani del film con gli arrangiamenti originali: la sorpresa più grande risiede proprio nell’attualizzazione e nella revisione delle scelte narrative tramite la trama sonora e, con essa, la partitura coreografica.

Lo spettacolo brilla per la sua coralità: quell’“insieme” che, come aveva in qualche modo preconizzato Antonin Artaud, trasforma una mise en scène composta da molti elementi differenti e apparentemente non in relazione tra loro, in un organismo unico e armonico, da fruire nella sua totalità, pur restando fondato su una pluralità di unicità espressive.
Un plauso va quindi ai componenti dell’ensemble — Gabriele Aulisio, Michele Balzano, Claudia Calesini, Federico Colonnelli, Luigi D’Aiello, Mario De Marzo, Robert Abotsie Ediogu, Linda Gorini, Antonio Lanza, Simone Nocerino, Laura Offen, Serena Olmi, Luca Peluso, Simone Ragozzino, Gaia Salvati, Viviana Salvo, Marco Stella e Rossana Vassallo — capaci di trasferire con energia e precisione le emozioni del palcoscenico alla sala, e alla professionalità dei musicisti — Emanuele Friello, Federico Zylka, Enrico Scopa, Simone Gianlorenzi, Andrea Inglese, Stefano Marazzi, Guerino Rondolone, Antonio Padovano, Giuseppe Russo, Monica Canfora e Zsuzsanna Krasznai — che hanno saputo scandire i tempi dello spettacolo con rigore e sensibilità interpretativa.
Passando ai ruoli principali, i valori della filosofia bohémien — Verità, Bellezza, Libertà, Amore — trovano espressione nei protagonisti. Luca Gaudiano (Christian), dalla voce potente, artisticamente versatile e generoso, incarna un gigante ingenuo e buono; accanto a lui, Diana Del Bufalo (Satine), attrice ormai affermata ma piacevolissima scoperta sia dal punto di vista canoro (eccellente) che coreografico.

Il maestro di cerimonie, Harold Zidler, è Emiliano Geppetti: energia allo stato puro che accoglie e avvolge gli spettatori nel suo Moulin Rouge. Henri de Toulouse-Lautrec, scrittore, poeta e filosofo — figura a metà tra il saggio e il buffo — ha il volto di Daniele Derogatis, dalla voce calda e appassionata. Il ballerino argentino Santiago è interpretato da Gilles Rocca, che si distingue per agilità e presenza scenica. L’antagonista, il Duca di Monroth, è Mattia Braghero, convincente nella parte e fondamentale nello sviluppo drammaturgico.
Le amiche di Satine, componenti del gruppo principale delle ballerine di can-can, sono le virtuose di danza e canto: Elga Martino (Ninì) — spesso in coppia con Santiago — che svelerà al Duca la relazione di Satine con Christian; Sabrina Ottonello (Arabia), affettivamente molto legata alla protagonista; Raffaele Rudilosso, eccellente nel ruolo femminile di Baby Doll; Gloria Enchill (La Chocolat), dalla inconfondibile voce calda, principale interprete canora, assieme agli artisti appena citati, del leitmotiv Lady Marmalade.
Moulin Rouge! Il Musical è una produzione grandiosa, certamente uno degli investimenti più sostanziosi nell’ambito del musical in Italia nell’ultimo decennio.
Teatralmente, lo spettacolo è costruito su una solida visione globale di ciò che deve essere offerto al pubblico per suscitare meraviglia e divertimento, unita a una dose di critica sociale, da sempre punto di forza degli spettacoli dal vivo.
Un lavoro concepito non solo per offrire al pubblico romano una lunga tenitura — evento sempre più raro nel nostro Paese — ma anche per essere proposto in più piazze e per più stagioni. La scelta di un cast di professionisti affiatato e preparato, guidato da un team artistico di alto livello, non poteva che dar vita a un’opera organicamente ricca e tecnicamente solida, in grado di far fronte a qualsiasi difficoltà e di rendere ardua qualunque critica avversa.

Moulin Rouge! Il Musical
libretto di John Logan
basato sul film del 2001 di Twentieth Century Studios Motion Picture
scritto da Baz Luhrmann e Craig Pearce, diretto da Baz Luhrmann
adattamento e regia Massimo Romeo Piparo
direzione musicale Emanuele Friello
coreografie Billy Mitchell
scene Teresa Caruso
costumi Cecilia Betona
disegno luci Daniele Ceprani
disegno fonico Stefano Gorini
con Diana Del Bufalo, Luca Gaudiano
e con Gilles Rocca, Emiliano Geppetti, Daniele Derogatis, Mattia Braghero, Elga Martino, Sabrina Ottonello, Gloria Enchill, Raffaele Rudilosso
ensemble: Gabriele Aulisio, Michele Balzano, Claudia Calesini, Federico Colonnelli, Luigi D’Aiello, Mario De Marzo, Robert Abotsie Ediogu, Linda Gorini, Antonio Lanza, Simone Nocerino, Laura Offen, Serena Olmi, Luca Peluso, Simone Ragozzino, Gaia Salvati, Viviana Salvo, Marco Stella, Rossana Vassallo
orchestra: Emanuele Friello, Federico Zylka, Enrico Scopa, Simone Gianlorenzi, Andrea Inglese, Stefano Marazzi, Guerino Rondolone, Antonio Padovano, Giuseppe Russo, Monica Canfora, Zsuzsanna Krasznai
prodotto da Guardamago Srl – PeepArrow Entertainment in coproduzione con Il Sistina, su licenza della casa produttrice australiana Global Creatures.
Il Sistina Chapiteau, Roma, dal 15 ottobre 2025.