Etruria Danza: abitare luoghi e condividere percorsi Intervista alla direttrice artistica Paola Sorressa di Letizia Bernazza

Foto di Dino Frattari

Etruria Danza ha preso il via lo scorso 16 luglio e fino a settembre animerà diversi comuni dell’Etruria laziale trasformando “la fruizione artistica in un’esperienza collettiva e immersiva”.

La direzione artistica è affidata alla performer e coreografa internazionale Paola Sorressa, direttrice dal 2010 di Mandala Dance Company e curatrice dal 2012 ad oggi di numerosi festival: Danza Contemporanea Corrispondenze (2012); Rilievi in Danza (2021); Ladispoli in Danza (2022); Nel Cerchio del Tempo (2024).

Etruria Danza è promosso dall’Associazione Profession Dance con il contributo della Regione Lazio e in collaborazione con i comuni coinvolti e con il PACT – Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia.

Sostenere la produzione e la diffusione di opere di danza contemporanea (25 gli eventi programmati distribuiti su 12 giornate), con attenzione ai progetti site-specific, portare la danza tra un pubblico eterogeneo, rafforzare la relazione con il territorio e valorizzare il patrimonio culturale sono i principali obiettivi del festival.

Ne abbiamo parlato con Paola Sorressa.

Etruria Danza, il festival internazionale diffuso di danza contemporanea è alla sua prima edizione.
Come è nata l’idea di dare vita al progetto?

 Etruria Danza nasce dal desiderio di creare un festival capace di mettere in relazione il linguaggio della danza contemporanea con un territorio di straordinario valore storico, archeologico e paesaggistico. Da anni lavoriamo per promuovere la danza come strumento di dialogo con le comunità e con i luoghi e da qui è maturata la volontà di immaginare un progetto diffuso che non avesse un unico centro, ma che coinvolgesse più comuni, creando una rete culturale con la visione condivisa di valorizzare il patrimonio attraverso l’arte performativa rendendolo vivo e accessibile a un pubblico sempre più ampio.

Foto di Vanessa D’Orazi

Il festival ha una fitta programmazione articolata durante la stagione estiva che ha inaugurato lo scorso 16 luglio e che proseguirà fino al 26 settembre.
L’aspetto che ritengo fondamentale è che Etruria Danza si snoda tra siti archeologici, musei, piazze e spazi urbani, coinvolgendo diversi comuni dell’Etruria laziale: da Cerveteri a Tarquinia, da Allumiere a Tolfa e Ladispoli.
Quale è stata la risposta agli eventi che avete presentato fino ad oggi da parte delle comunità locali e del pubblico?

La risposta fino ad ora è stata molto positiva. Abbiamo percepito grande curiosità e partecipazione da parte del pubblico, ma soprattutto una grande disponibilità da parte delle amministrazioni, associazioni e realtà del territorio che hanno riconosciuto nel festival un’opportunità di valorizzazione e di crescita condivisa, confermando che esiste il desiderio di vivere i luoghi della cultura in modo diverso.

Etruria Danza, come si legge nelle linee guida del progetto, mira a portare la danza contemporanea, in tutte le sue espressioni, nei luoghi del patrimonio culturale e ambientale attraverso spettacoli e performance site- specific.
In che modo questo obiettivo si è concretizzato?

Abbiamo lavorato su due fronti: da una parte le performance site-specific, nate dal dialogo con i luoghi e con la loro storia, dall’altra una selezione di spettacoli già prodotti, scelti perché in sintonia con gli spazi e con il pubblico che li avrebbe accolti. I siti archeologici, le piazze e i centri storici, soprattutto nelle sere d’estate, si sono trasformati in salotti culturali dove la danza è diventata un’occasione per vivere il territorio in modo nuovo, coinvolgendo residenti e visitatori.

Foto di Vanessa D’Orazi

Le compagnie, nazionali e internazionali, coinvolte sono numerosissime.
Come sono state scelte?

 La programmazione è stata guidata da un criterio principalmente artistico attraverso la scelta di compagnie capaci di raccontare la pluralità della danza contemporanea, dai linguaggi più sperimentali alle forme più accessibili, proponendo esperienze nazionali e internazionali, compagnie consolidate e giovani realtà, con l’obiettivo di creare un percorso ricco di suggestioni e offrire agli spettatori una visione ampia della danza di oggi.

Abitare gli spazi e i siti archeologici per valorizzare il patrimonio culturale. Condivisione in nome di un percorso che tende a far dialogare tra loro memoria storica, danzatori, coreografi, scuole, pubblico e associazioni coinvolte.
Le finalità del festival, dunque, ruotano intorno alle parole abitare e condivisione?

Assolutamente sì, sintetizzano perfettamente lo spirito di Etruria Danza: “abitare” per noi significa vivere i luoghi con rispetto e creatività, riscoprendone il valore attraverso il linguaggio della danza, e “condivisione” significa costruire relazioni tra artisti, cittadini, istituzioni e territorio.

Il nostro obiettivo è infatti che il festival lasci non solo il ricordo degli spettacoli, ma anche una nuova consapevolezza del patrimonio culturale come bene comune da vivere insieme.

Foto di Vanessa D’Orazi

Etruria Danza

16 luglio – 26 settembre 2026
Cerveteri, Tarquinia, Allumiere, Tolfa e Ladispoli.

Per tutte le informazioni si rimanda al sito: https://etruriadanza.com/

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