“Frida Opera Musical”: un lavoro visionario dal respiro internazionale di Sergio Roca

Foto di Sergio Roca

Negli ultimi decenni, l’accresciuta sensibilità verso la condizione femminile e il bisogno di individuare figure di riferimento capaci di ispirare le nuove generazioni hanno alimentato un crescente interesse per Frida Kahlo, simbolo di forza, sofferenza e libertà creativa.
Il teatro non è rimasto indifferente a questo fascino: numerose sono le produzioni dedicate alla pittrice messicana, spesso sotto forma di monologo, in cui voce e corpo dell’attrice diventano specchio del tormento e della resilienza di Frida.
Tra le proposte più recenti spicca Frida Kahlo. Il ritratto di una donna, scritto da Alessandro Prete, Igor Maltagliati e Luca Setaccioli, che ha portato in scena alcuni celebri dipinti dell’artista, intrecciando parola e immagine in un linguaggio poetico e visivo.
Ora, dopo i successi ottenuti con La Divina Commedia Opera Musical e Van Gogh Café Opera Musical, Andrea Ortis — autore, regista e interprete — unisce nuovamente arte e teatro nel suo nuovo progetto, Frida Opera Musical.

Foto di Sergio Roca

L’opera si presenta come un racconto ambizioso e visionario: la vita di Frida è rievocata attraverso un flusso narrativo continuo, in cui la presenza della morte diventa interlocutrice e specchio dell’esistenza. È la Catrina — figura iconica ideata da José Guadalupe Posada e resa celebre da Diego Rivera, marito di Frida — a incarnare questo dialogo costante.
Nella cultura messicana, la Catrina rappresenta la morte non come fine, ma come inevitabile passaggio, parte di un ciclo vitale celebrato nel Día de los Muertos: un concetto che si contrappone alla visione occidentale, dove la morte è spesso sinonimo di perdita e timore.
In Frida Opera Musical essa diventa il filo invisibile che intreccia creazione, sofferenza e rinascita, restituendo la complessità e la potenza poetica di una donna capace di trasformare il dolore in colore e l’esistenza in arte.
In questo viaggio, Ortis ci fa rivivere l’eroica e difficile esistenza dell’artista: dalla malattia infantile all’incidente che la costrinse a letto per un lungo periodo. Nel percorso si incontrano Breton, Tina Modotti, Trotsky, Zapata e molti altri.

Foto di Sergio Roca

Il punto di forza della produzione risiede senza dubbio nella composizione musicale e nei testi. Quasi tutti i brani — ad eccezione di quelli tratti dal repertorio folklorico messicano, patrimonio di dominio pubblico — portano la firma del Maestro Vincenzo Incenzo, che conferiscono allo spettacolo una struttura sonora coerente, avvolgente e di immediata fruibilità.
Le coreografie di Marco Bebbu, sostenute dall’energia corale dei numerosi performer (Antonello Angiolillo, Floriana Monici, Valeria Belleudi, Riccardo Maccaferri, Debora Boccuni, Arianna Talè, Federica De Riggi, Antonio Sorrentino, Elisabetta Dugatto, Giulia Maffei, Rebecca Erroi, Raffaele Iorio, Jacopo Siccardi, Enrico Cava, Omar Barole, Damiano Spitaleri, Samuel Perinotto, Leonardo Mazzarotto, Gioele Mazza, Carmine Olivazzi e Matteo Ammoscato), risultano intense e dinamiche, capaci di coinvolgere il pubblico.
Piacevole è il richiamo, durante i momenti di danza, a celebri immagini pittoriche — da La libertà guida il popolo di Delacroix a Il bacio di Klimt — che, trasformate in cono d’ombra, evocano iconicamente il disegno pubblicitario di un noto cioccolatino italiano.
La scenografia, ideata da Gabriele Moreschi, è essenziale ma efficace ed è resa maggiormente fruibile dal progetto video di Virginio Levrio che con Valerio Tiberi cura anche le luci. Questi elementi, uniti ai policromi e originali costumi di Erika Carretta, nel riprodurre dinamicamente i luoghi della narrazione, creano un’ambientazione evocativa, mai eccessivamente cupa, anche nei momenti di maggiore tensione emotiva.

Foto di Sergio Roca

Sul piano drammaturgico, il racconto si chiude con una coreografia/canto legato al celebre dipinto Viva la vida che Frida realizzò poco prima di morire. Quel motto, inciso su un cocomero tagliato, è il filo conduttore dell’intera creazione di Ortis: un inno alla vita, un atto di resistenza e di bellezza.
Lo spettacolo affascina per la sua coralità e per la sinergia tra musica, parola e movimento. Da segnalare che la struttura narrativa mette in particolare risalto le figure femminili. Le interpretazioni che più si distinguono sono quelle di Debora Boccuni, Federica De Riggi, Floriana Monici e Arianna Talè, assieme a quella di Antonello Angiolillo.

L’immagine di Frida Kahlo, interpretata dalla giovanissima Federica Butera, conquista per la delicatezza della figura scenica unita a una sorprendente determinazione. La sua voce di contralto, dal timbro caldo e sensuale, restituisce con autenticità l’anima tormentata e vitale dell’artista.
Accanto a lei, Diego Rivera è Andrea Ortis: l’autore-attore riserva con equilibrio e generosità molto spazio alla figura della pittrice messicana e ai ruoli degli interpreti che “compongono” la messinscena, distinguendosi per la parte del marito della Kahlo senza, tuttavia, sovrastare l’armonia d’insieme.
Terzo elemento cardine della narrazione è la Catrina, interpretata da Drusilla Foer, che con fascino seduttivo tenta di persuadere Frida ad abbandonarsi al proprio (avverso) destino. Tuttavia, quando quel destino si compie, anche la Catrina scopre di non poterne gioire. Un ruolo inedito per la Foer reso con slancio e ammirevole intensità scenica.

Frida Opera Musical è un lavoro corale, fastoso e di respiro internazionale tant’è che ha suscitato l’interesse sia dell’Ambasciata del Messico in Italia che del Museo Frida Kahlo e del Museo Anahuacalli di Città del Messico.

Foto di Sergio Roca

Frida Opera Musical

scritto da Andrea Ortis e Gianmario Pagano
regia Andrea Ortis
musiche e liriche Vincenzo Incenzo
coreografie Marco Bebbu
costumi Erika Carretta
scenografie Gabriele Moreschi
progetto luci associato Valerio Tiberi e Virginio Levrio
progetto video Virginio Levrio
suono Enrico Porcelli
assistenti alla regia Emma de Nola e Beatrice D’Arienzo
con Federica Butera, Drusilla Foer, Andrea Ortis
e con Antonello Angiolillo, Floriana Monici, Valeria Belleudi, Riccardo Maccaferri, Debora Boccuni, Arianna Talè, Federica De Riggi, Antonio Sorrentino, Elisabetta Dugatto, Giulia Maffei, Rebecca Erroi, Enrico Cava, Jacopo Siccardi, Omar Barole, Matteo Ammoscato, Carmine Olivazzi, Damiano Spitaleri, Raffaele Iorio, Leonardo Mazzarotto, Gioele Mazza, Samuel Perinotto
produttore Esecutivo Lara Carissimi
amministratrice di compagnia Luisa Iandolo
assistente di produzione Federica Zangari
produzione MIC International Company.

Teatro Comunale Carlo Gesualdo, Avellino, 22 ottobre 2025.

Prossime date:
Teatro Brancaccio, Roma, dal 13 al 23 novembre 2025.
Teatro Alfieri, Torino, dal 4 al 7 dicembre 2025.

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