Finito X Factor si rischia l’inedia, lo svaporamento di senso, l’ennesima attesa fibrillante di un altro prossimo frullatore mediatico (quanto mai necessario per far sbrodolare il cervello), l’ennesima giostra insomma del già visto e del
Numerose sono le iniziative parateatrali, già fruttuose durante il lockdown della prima ondata di pandemia, che pur scontando il limite inevitabile di non farci incontrare in una sala o in luogo preposto alla scena dal
Uno spettacolo o un film, in senso tradizionale (escludendo il mondo del teatro dei burattini, ombre o cartoni animati etc.), senza un attore non potrebbe esistere. Alla stessa maniera non potrebbe esistere, o risulterebbe “monco”
Nel giro di poco più di un anno tre drammaturghi italiani si sono dedicati alla stesura di tre romanzi, uno per ciascuno. Mi riferisco a Edoardo Erba col suo Ami (Milano, 2019); a Giuseppe Manfridi
Siamo tutti sceneggiatori della nostra vita, del nostro film, della nostra storia. Scriviamo tutti i giorni gli episodi della nostra “serie”. Più che una pellicola cinematografica, con una trama ben definita, con un inizio ed
In Sicilia l’arte antica del cunto si perde nella notte dei tempi. Poco importa se ufficialmente la si fa risalire all’Ottocento, difficile non vederci una genealogia in comune con la tradizione aedica e rapsodica della
Con la firma del Dpcm del 3 novembre 2020, tra le «Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale», è stata applicata «allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero
Una piccola grande rivoluzione, per il loro lavoro e per le loro vite. È la scelta coraggiosa e anticonvenzionale fatta dalla Piccola Compagnia Dammacco che dal 10 novembre scorso ha deciso di trasferirsi in una
La rubrica Esercizi di memoria, curata da Stefano Geraci e Paolo Ruffini e realizzata con Emanuela Bauco, Elisa Callia D’Iddio, Tiziano Di Muzio, Massimo Giardino, Marta Marinelli, Andrea Scappa, in collaborazione con la Biblioteca di
Caro Nando, mi rendo conto nello scrivere queste righe di non potermi liberare anche io dall’impaccio dell’onomastica. Non è solo per la familiarità, quasi letterale, dei nostri rapporti, come di altri amici, che sei sempre