In scena all’India il Pericolo (felice) di comprendersi di Alice Bertini

Mercoledì 5 settembre 2018, dopo una calda e ardua giornata romana, sono arrivata in teatro con i nervi incomprensibilmente tesi. Finché, entrata in sala, mi sono seduta sulla mia poltrona rossa e… ho visto.

Ho visto tanti giovani provenienti da quattro diversi paesi europei. C’era una luce diversa. Nuova. In qualche modo una luce gioiosamente opposta all’attuale sentire comune di questi nostri tempi. Una luce di Europa possibile, colta, innovativa, giovane e fiduciosa del proprio futuro.

Pericolo Felice è il primo risultato dei ragazzi che hanno partecipato a École de Maîtres. Il progetto di formazione teatrale avanzata, creato da Franco Quadri nel 1990, che quest’anno giunge alla sua ventisettesima edizione. È un corso internazionale di perfezionamento teatrale itinerante, aperto ad artisti europei provenienti dagli attuali paesi partner: Italia, Francia, Belgio, Portogallo. Quest’anno il “MaÎtre” è Tiago Rodrigues. Quarantenne attore e regista portoghese, fin dai suoi esordi ha sempre concepito il teatro come un momento di incontro tra le persone; un luogo non diverso dal bar, dalla piazza, dal condominio, in cui ci si scambiano pensieri e si trascorre insieme del tempo. Si collabora anche, dove collaborare vuol dire sia <<lavorare insieme che empatizzare con le emozioni degli altri>>, siano esse positive o negative.

Pericolo Felice nasce da tutto questo. La struttura è molto semplice. Una scena madre, di breve durata: due persone, una coppia, devono incontrarsi, probabilmente si amano o si sono amate. Il luogo del loro appuntamento è un albero, quello intorno al quale giocavano da bambini. Trascorrono gli anni, ma il loro incontro, fisicamente, non avviene mai. Si ritrovano tuttavia a parlare e a esprimere i propri stati d’animo, con l’idea dell’altro. Con il proprio pensiero ed immagine dell’altro. Ed è lì che inizia l’inaspettato conflitto, reso più complesso dal susseguirsi continuo delle diverse lingue e dei diversi dialetti. Così, con il sostituirsi continuo delle coppie, la scena madre si ripete all’infinito, diventa l’arteficio strumentale che serve ai diversi linguaggi, quello attraverso il quale i linguaggi verbali dei vari paesi si esprimono, così come quelli non verbali del corpo, fino ad arrivare ai diversi stili recitativi, mostrando gli elementi tipici di ognuna delle culture teatrali dei paesi da cui provengono i sedici attori.

L’intima essenza dello spettacolo è “l’incontro”, sempre al centro dell’azione scenica, ne rappresenta il suo significato più profondo. E proprio dall’incontro è generato il Pericolo, il pericolo di non capirsi, dovuto ai nostri diversi linguaggi, ai diversi stati d’animo, alle diverse culture in un mondo che pur avendo l’assoluta necessità di comprendersi, vive tuttavia nella totale incertezza che ciò non accada.

Sarà soltanto muovendoci oltre gli schemi precostituiti di linguaggi e, inventando forme nuove per ascoltarci e comprenderci, che si potrà trasformare questo pericolo in un Pericolo Felice, in una opportunità.

<<Cercheremo di spiegare il suono delle nostre parole e di imparare il suono enigmatico delle parole degli altri. negozieremo sensi ed emozioni, niente di speciale, nulla che non accada ogni giorno in vari luoghi del pianeta>>.

Provoca, colpisce, affascina, in questo spettacolo anche la voluta mancanza di precisione estetica che, rendendolo “sporco” ne esalta la poetica, uno spettacolo coraggioso, più interessato alle persone, ai loro problemi e ai loro desideri, che alla pulizia del dispositivo scenico, alla chiarezza dei personaggi o al dettaglio delle luci. È riuscito nel suo intento Tiago Rodrigues, quello cioè di farci stare a teatro <<come durante un naufragio, prima si pensa alle persone e poi si vede cosa altro si riesce a salvare>>.

Uniti, amalgamati, complici. I sedici giovani attori alla platea sono arrivati “veri”. Si sono rivelati interpreti sinceri, integrali e fedeli dello spirito profondo dello spettacolo, intimamente connessi tra loro e con il senso di questa esperienza più umana che prettamente teatrale.

C’è da augurarsi, per ognuno di noi, quanto trasmesso in scena da questi ragazzi: pur parlando tutte le lingue che possiamo, quelle che conosciamo e quelle che ignoriamo coltiviamo la speranza che i nostri cuori imparino a battere all’unisono.

 

Pericolo Felice 

regia Tiago Rodrigues

con Elsa Agnes, Diego Bagagal, Nicola Borghesi, Joao Cravo Cardoso, Adrien Desbons, Victoire DuBois, Valentino Mannias, Deborah Marchal, Aleksandros Memetaj, Ilyias Mettioui, Diana Narciso, Camille Pellicier, Paola Senatore, Marie-Charlotte SioKos, Simon Terrenoire, Nadia Yracema

assistente Tatjana Pessoa

foto di scena Claudia Pajewski

progetto CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia (Italia),

CREPA Centre de Recherche et d’Experimentation en Pedagogie Artistique (Belgio),

TAGV Teatro Academico de Gil Vicente (Portogallo),

La Comedie de Reims – Centre Dramatique National

Comedie de Caen – Centre Dramatique national de Normandie (Francia).

Short Theatre, Roma, 5 settembre 2018.