Come si vola con: “Peter Pan, il musical” di Sergio Roca

Foto di Sergio Roca

Peter Pan, il musical è, probabilmente, uno degli spettacoli italiani più iconici e meglio riusciti del nuovo millennio. Un lavoro di oltre due ore che, per fluidità e armonia, scorrono con la stessa leggerezza di cui sono fatti i pensieri felici: quelli grazie ai quali Peter Pan e i suoi amici riescono a volare.
Presentato per la prima volta nel 2006 questo “family musical” – anche se preferirei definirlo più commedia musicale visti i corposi dialoghi e i numerosi richiami ai generi artistici fruibili nel varietà (accenni all’opera, alle acrobazie, alla musica leggera e alle clownerie) – si è aggiudicato, tra i tanti premi ricevuti, anche tre Biglietti d’oro Agis e il Premio Gassman oltre che il pieno gradimento di pubblico e critica.
Se uno dei punti vincenti è stato aver utilizzato le composizioni di Edoardo Bennato estrapolate dall’album Sono solo canzonette (del 1980), una calorosa accoglienza della prima edizione fu dovuta, anche, alla briosa interpretazione di Peter Pan realizzata dal piccolo-grande “giullare” del musical italiano, il compianto Manuel Frattini che sostenne quel ruolo anche nella terza ripresa.
Del cast originale, nell’attuale riedizione, non è rimasto nessuno (a parte Alice Mistroni che ora è assistente alla regia) ma Martha Rossi può vantare di prestare il suo volto e la sua voce a Wendy (ad eccezione delle repliche del 2016) dalla seconda stagione ad oggi.

Foto di Sergio Roca

Senza necessità di soffermarmi sul plot si può affermare che lo spettacolo funziona. Parti recitate, cantate e coreografate ben dosate e cadenzate per non lasciare tempo, agli spettatori, di avere distrazioni. L’ideazione del tutto si deve alla geniale intuizione di Maurizio Colombi (attore prima che autore e regista) che, partendo dalle basi canore di Bennato ha costruito una narrazione, dal valido filo logico, piena di spiritosi richiami al romanzo Peter e Wendy e, inevitabilmente, alla sua riduzione a cartoni animati.
Le numerose e coinvolgenti coreografie provengono dalla fantasia di Rita Pivano mentre le scenografie, colorate ed immersive, si devono al duo Rinaldo Rinaldi e Rino Silveri. Le scene, un costante richiamo al mondo dei fumetti, trasformano i luoghi della narrazione in una specie di film animato ove si susseguono gli eventi come dei tableau vivant. Per rendere ulteriormente accattivanti i luoghi degli accadimenti Amilcare Canali ha curato un set luci particolarmente suggestivo, mentre gli attori indossano i policromi costumi della ditta Annunziata – Nunzia – Aceto.
Molto ben riuscita la scena del viaggio verso l’Isola che non c’è. Apprezzabili quelle dei bimbi sperduti, dell’arrivo di Capitan Uncino e degli Indiani. Per terminare, simpatico il passaggio in sala, tra le poltrone gremite, del coccodrillo e commovente il coinvolgimento del pubblico, da parte di Peter Pan, nel momento in cui Trilly è sul punto di morire avvelenata da una pozione di Uncino.

Foto di Sergio Roca

Tra gli interpreti spicca Martha Rossi nella parte di Wendy che, come scritto in precedenza, nonostante la giovane età è, invece, la veterana dello spettacolo. Oltre a non comuni doti artistiche, sia nella danza che nella recitazione, ha una voce di enorme pregio. Immediatamente idolatrata dai piccoli in sala è, di fatto, la protagonista femminile dello spettacolo.
Leonardo Cecchi è ben calato e credibile nel ruolo di Peter Pan. Leonardo, che ho avuto il piacere di vedere debuttare nel musical in Aladin il musical geniale, sempre sotto la direzione di Colombi, cresce e migliora di anno in anno. Bravo nella danza e nella recitazione si mostra a suo agio anche nei momenti “acrobatici” dello spettacolo. Durante la replica cui ho assistito ha avuto qualche esitazione nel canto ma, nulla di grave e che non possa essere ricondotto a qualche problema estemporaneo.
Spassosissimo Giò Di Tonno nella veste di Capitan Uncino (ma anche del Padre); voce possente e presenza scenica importante che rende amabile la figura del cattivo pirata. Assieme ad Uncino non può mancare Spugna cui presta il corpo Renato Converso. Ironico e goffo al punto giusto crea bene il personaggio buffo del marinaio ubriacone della storia.
Fresca, delicata e luminosa è Martina Attili nel ruolo di Giglio Tigrato (ma anche della madre). Sono certo sentiremo parlare ancora molto di lei nel mondo del teatro musicale in futuro. Tritabudella è Gioacchino Inzirillo. Gioacchino, con più di quindici anni di esperienza nel settore, è decisamente un po’ “penalizzato” dal ruolo affidatogli ma è una scelta comprensibile visto che è anche il Peter Pan alternativo.
Tra i bimbi si fa notare Raffaella Alterio (Michael). In un fantastico parallelismo direi che riprende la maschera di Harpo Marx ma donandogli la parola. Non meno brava ed empatica Laura Fiorini nell’interpretare il pignolo John.
Come in tutti gli spettacoli corali che si rispettino, un plauso deve essere condiviso con tutti coloro che lavorano alla buona riuscita della messinscena. I miei complimenti vanno perciò a: Sara Portaro (Pochino), Britney Kayle Badilla (esilarante Bombolone), Sofia Pavani (Pennino), Manuel Primerano (Gemello), Domiziano Toniolo (Gemello), Lorenzo Tognocchi (Cantastorie e cover Capitan Uncino) e Davide Najjar, Filippo Tampieri, Gian Maria Picciau (Pirati ed Ensemble).

Foto di Sergio Roca

Peter Pan, il musical può essere annoverato, oramai, tra i “classici” della commedia musicale contemporanea la cui fruizione, basandosi su percorsi di ricezione multilevel, è garantita sia ai grandi che ai piccini. Le musiche di Bennato accompagnate da un testo noto e una spettacolarità complessiva molto ricca sono la garanzia di un successo che continua a consolidarsi ogni qual volta lo spettacolo viene riproposto.

Peter Pan, il musical

tratto dal romanzo Peter e Wendy di James Matthew Barrie
regia Maurizio Colombi
musiche Edoardo Bennato
con Leonardo Cecchi, Martha Rossi, Renato Converso, Martina Attili, Gioacchino Inzirillo e Giò Di Tonno
e con Raffaella Alterio, Laura Fiorini, Sara Portaro, Britney Kayle Badilla, Sofia Pavani, Manuel Primerano, Domiziano Toniolo, Lorenzo Tognocchi e Davide Najjar, Filippo Tampieri, Gian Maria Picciau
scenografie Rinaldo Rinaldi e Rino Silveri
assistente alla regia Alice Mistroni
direzione musicale Davide Magnabosco
vocal coach Alex Procacci
coreografia Rita Pivano
assistente alla coreografia Francesca Varagnolo
tecnica acrobatica Olga Nuraliyeva
laboratorio scenografico Materico
design audio Donato Pepe
design luci Amilcare Canali
video designer Virginio Levrio
costumi Annunziata – Nunzia – Aceto
parrucche Francesca Scalera
produzione Alveare Produzioni e Gli Ipocriti Melina Balsamo su licenza di Franco De Lucia Edizioni.

Teatro Brancaccio, Roma, fino al 21 gennaio 2024.

Foto di Sergio Roca

Tournée:

Teatro Le Muse, Ancona, 3 e 4 febbraio 2024
Teatro Augusteo, Napoli, 13 e 14 febbraio 2024
Europa Auditorium, Bologna, 17 e 18 febbraio 2024
Pala Unical, Mantova, 20 febbraio 2024
Teatro Geox, Padova, 24 febbraio 2024
Teatro Rossetti, Trieste, 27 e 28 febbraio 2024
Teatro Morato, Brescia, 2 marzo 2024
Teatro Team, Bari, 9 e 10 marzo 2024
Teatro Italia, Gallipoli, 12 marzo 2024
Politeama, Catanzaro, 14 marzo 2024
Cine Teatro Duemila, Ragusa, 16 marzo 2024.