Il prossimo 29 agosto prende il via la XXVIII edizione del festival L’ultima luna d’estate ideata nel 1997 da Luca Radaelli, direttore artistico della compagnia Teatro Invito. Ville, parchi, cascine, corti, piazze delle diverse località della provincia di Lecco, Monza, Brianza fino al Parco Regionale di Montevecchia e della valle del Curone diventeranno un “teatro a cielo aperto” all’insegna della condivisione e della valorizzazione del territorio, incantevole dal punto di vista ambientale e paesaggistico.
Nel corso della manifestazione, unica nel suo genere, saranno coinvolti dodici Comuni e diversi soggetti privati della regione. Malgrado l’assenza quest’anno del contributo del Ministero della Cultura, gli organizzatori (Teatro Invito, Piccoli Idilli e il Consorzio Brianteo Villa Geppi) hanno deciso di dare vita, comunque, all’edizione 2025 de L’ultima luna d’estate con venti eventi di spettacolo dal vivo. Da segnalare in prima nazionale il 31 agosto lo spettacolo Non una grande storia della compagnia modenese Teatro dei Venti e le due anteprime nazionali Caccia ‘l drago con Daniele Timpano (regia Daniele Timpano e Elvira Frosini) il 6 settembre e Nardo il ghepardo alle zoolimpiadi, la nuova produzione per bambini e famiglie scritta e diretta da Luca Radaelli con Gabriele Vollaro e Riccardo Giordano il 7 settembre.
All’interno del ricco programma della kermesse, dove non mancheranno letture, performance e incontri, protagonisti di quelle avventure che accadono a chi le sa raccontare, parafrasando il sottotitolo del Festival, saranno: Giuseppe Cederna, Pietro Del Soldà, Saule Kilaite, Teatro Periferico, Roberto Mercadini, Andrea Pennacchi, Scarlattine Teatro, Officine Papage, Alessandro Sesti e Debora Contini, Teatrino dell’Erba Matta, Nata Teatro, Filippo Capobianco, Ortoteatro, insieme alle tre compagnie Under30 finaliste al Premio Luna Crescente.
L’ultima luna d’estate si concluderà il 7 settembre. Luca Radaelli ci ha regalato questo bel dialogo.

L’ultima luna d’estate giunge quest’anno alla sua XXVIII edizione.
Ci può raccontare che cosa ha contraddistinto il festival nel tempo e che cosa ha rappresentato per gli abitanti dei numerosi comuni coinvolti?
Ventotto anni fa cominciavamo a proporre teatro site specific quando ancora quasi nessuno lo faceva. Il Parco Regionale di Montevecchia era il luogo ideale perché si incontravano fattispecie diverse di luoghi: ville patrizie ottocentesche, cascine agricole, aie, piazze, chiese e chiostri del ‘500, i sentieri, la dolce collina vitata. Era teatralmente un territorio assolutamente vergine e il Festival da subito è diventato un appuntamento irrinunciabile per i brianzoli. La Brianza è un arcipelago di paeselli e le persone si spostavano per vedere spettacoli e luoghi (che magari aprivano solo ed espressamente per il Festival): l’abbinamento tra luoghi e spettacoli è sempre stata la caratteristica saliente. Agli abitanti di un paese non sembrava vero di avere Lella Costa o Davide Riondino nella piazzetta sotto casa. Perciò il pubblico locale si è mescolato con quello degli appassionati che arrivava anche da Lecco, Como, Bergamo, Monza, Milano. E a riempire non erano solo i “nomi” ma anche le migliori espressioni della ricerca e del teatro di gruppo, della narrazione e del teatro ragazzi. Abbiamo programmato più di 600 spettacoli in almeno 50 location diverse, per oltre 100.000 spettatori.

Per il 2025, il tema scelto è Teatro e avventura. Il sottotitolo è una frase dello psicologo e pedagogista statunitense Jerome Seymour Bruner: «Le avventure accadono a chi le sa raccontare». Come si lega lo studio della narrazione nella costruzione e condivisione della rappresentazione del mondo di Bruner con il calendario degli eventi proposti?
Ogni anno scegliamo un tema che cerchiamo di sviscerare nell’incontro inaugurale e poi attraverso la scelta degli spettacoli. L’avventura è un tema principe della letteratura di ogni tempo, benché oggi, in un mondo dove invece si dà la preminenza alla sicurezza, sia messo in sordina. Vediamo però che l’epica (Una piccola Odissea in scena il 3 settembre; Moby Dick – (sebbene molti abbiano tentato), 29 agosto) o l’impresa sportiva (In capo al mondo – in viaggio con Walter Bonatti in scena il 4 settembre) o il rapporto con la natura selvaggia (Lupo, 6 settembre; Nato cinghiale, 7 settembre) o l’avventura per eccellenza di oggi, la migrazione (Abdoulaye e Mamadou non sono morti, 5 settembre), sono ambiti tematici ricorrenti. Inoltre, la narrazione è da sempre il linguaggio principale di un Festival che vuole essere popolare, sia andando alle fonti della comunicazione teatrale, sia nell’intento di coinvolgere un pubblico vasto. Insomma, una buona narrazione ti emoziona davvero un po’ come un’avventura.

Nel fitto programma del festival, ci saranno prime e anteprime nazionali che si alterneranno a letture, performance, spettacoli itineranti, messinscene dedicate ai bambini, incontri.
Una bella scommessa dopo la mancata assegnazione del finanziamento per il triennio 2025-2027 da parte del Ministero della Cultura.
La bocciatura da parte della Commissione Ministeriale è stata un fulmine a ciel sereno. Crediamo di essere uno dei Festival più interessanti e vivi del panorama nazionale e attestati di stima ci sono arrivati da tutto il mondo teatrale. Abbiamo qualità artistica, abbiamo spettatori, abbiamo rapporto con il territorio. Io credo che la Commissione (formata, se non da incompetenti, perlomeno da gente poco informata e poco curiosa) non abbia nemmeno letto il nostro programma. Per fortuna abbiamo avuto la prontezza di reagire e ci siamo detti “Il programma non cambia di una virgola”, malgrado il taglio di un buon 30% del budget. Questa decisione è stata premiata dalla gente, dal pubblico che ha risposto alla nostra raccolta fondi. Certo, nei prossimi due anni dovremo trovare delle soluzioni strutturali, ma vogliamo che il Festival sia sempre ricco di proposte e coinvolgente.
Anche quest’anno ci saranno le compagnie finaliste del Premio Luna crescente rivolto al teatro Under30.
Ci sembra anche questo un segnale importante per sostenere l’”avventura” di tanti artisti e artiste che vogliono raccontare il mondo attraverso il Teatro.
Io son un direttore artistico ormai anziano: dall’anno scorso sono in pensione… Sono legato anche affettivamente agli artisti della mia generazione. Però senza nuova linfa vitale un organismo deperisce. Mi sono imposto una maggiore attenzione verso le generazioni più giovani e la scommessa è stata ripagata. Ci sono anche tentativi ancora goffi, tra le tante proposte che visioniamo, ma ci sono anche giovani brillanti, già dotati di talento e personalità. Infatti, quasi tutti i nostri finalisti di queste sette edizioni sono poi cresciuti e si sono affermati (da Sesti a Fettarappa, da Onorato a Capobianco…). Quindi tra le varie “funzioni” di questo Festival c’è anche quella dello scouting. Si è ringiovanito il palinsesto, si è ringiovanito lo staff e un pochino anche il pubblico. Mi sembra un buon investimento.

L’ultima luna d’estate. Festival teatrale nelle ville e nei parchi più belli della Brianza XXVIII edizione, dal 29 agosto al 7 settembre 2025.
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