Nel 2013 l’editrice Graus di Napoli pubblicò la prima edizione del racconto Andrea, oltre il pantalone rosa, scritto da Teresa Manes, con prefazione di Maria Rita Parsi.
Il volume si configura come un atto di denuncia di due fenomeni sociali strettamente connessi, il bullismo e il cyberbullismo, ma al tempo stesso propone un messaggio positivo, un vero e proprio inno alla vita.
L’opera nasce da una tragica esperienza vissuta dall’autrice, madre di Andrea Spezzacatena, protagonista della vicenda. Appena adolescente, il ragazzo fu vittima di ripetute vessazioni, fisiche e psicologiche, soprattutto sui social network, a causa dei suoi atteggiamenti ritenuti “non convenzionali”. Le molestie ebbero inizio già durante la scuola media e segnarono profondamente la sua breve esistenza fino al suicidio.
Colpisce che un testo narrativo così intenso e radicato nell’esperienza personale, pur configurandosi anche come opera di critica sociale, possa talvolta essere frainteso persino da chi si occupa professionalmente di catalogazione libraria. Una ricerca nell’OPAC SBN mostra, infatti, che il volume riporta — sebbene tale indicazione sembri in via di eliminazione nelle edizioni più recenti — la “curiosa” classificazione tematica “omosessualità”, che, nel caso specifico, finisce per sovrapporre il fenomeno del bullismo a quello delle preferenze sessuali, generando un’evidente distorsione interpretativa.
Nel 2024 il libro è stato trasposto nel film Il ragazzo dai pantaloni rosa, su soggetto di Roberto Proia e diretto da Margherita Ferritato. La pellicola, interpretata da Samuele Carrino, Sara Ciocca, Claudia Pandolfi, Corrado Fortuna e Andrea Arru, ha conquistato il primo posto al botteghino nella stagione di uscita. Nella colonna sonora ha riscosso particolare successo il brano Canta ancora di Arisa, scritto insieme a Gioni Barbera, premiato nel 2025 con il Nastro d’Argento per la migliore canzone originale.

A teatro, la vicenda presenta un’evoluzione differente rispetto al libro e al film. La storia è introdotta da un Andrea adulto, come avrebbe potuto essere, che rievoca se stesso durante l’ultimo anno della scuola media. Il giovane, nel tentativo di stringere nuove amicizie, si offre di aiutare nello studio Christian, un ragazzo ripetente considerato un leader (seppur negativo) dell’istituto.
Tra le poche amicizie del protagonista vi è Sara, adolescente matura per la sua età e segretamente innamorata di Christian, che diventa la sua compagna nel travagliato percorso di crescita.
Quando i genitori si separano, Andrea, preoccupato per la propria situazione e per le responsabilità che sente di dover assumere anche nei confronti del fratello minore, cerca conforto in Christian. Se inizialmente quest’ultimo sembra mostrargli vicinanza, in seguito lo espone al pubblico scherno dei compagni, sfruttando le confidenze ricevute. Solo il professore di musica Gioli, notandone le qualità poetiche e musicali, si dimostra realmente interessato ad ascoltarlo e lo incoraggia a resistere fino al passaggio al liceo.
Le scuole superiori sembrano offrire una tregua: Christian frequenta un altro istituto e sia Andrea sia Sara vivono un periodo di maggiore serenità. La pace, tuttavia, dura poco: Christian si trasferisce nel loro liceo, fingendo maturità e buone intenzioni.

Gli eventi si susseguono rapidamente. La madre regala ad Andrea un pantalone rosso che, a causa di un lavaggio errato, diventa rosa. Il ragazzo, quasi a voler affermare la propria fragile ma consapevole unicità, decide di indossarlo per andare a scuola. La scelta ha un prezzo: un colore considerato poco “maschile” lo trasforma in facile bersaglio della derisione.
L’episodio rafforza il legame con Sara. La sera di San Valentino Andrea si dichiara e la bacia; lei, non ricambiando lo stesso sentimento, lo respinge. Ferito, l’adolescente la offende, provocandone l’allontanamento.
Dopo la rottura, Christian e la sua gang, fingendosi solidali, propongono ad Andrea di partecipare a una festa scolastica travestiti da prostitute, con l’intento di realizzare un video per i social. La sera dell’evento è l’unico a presentarsi in quel modo. Umiliato e consapevole di essere divenuto oggetto di scherno online, si sente definitivamente schiacciato dal mondo che lo circonda.
L’epilogo è imminente. Il giorno del compleanno, dopo aver fatto pace con Sara e riunito la famiglia in un luna park insieme al professor Gioli, Andrea decide di allontanarsi dal gruppo e compie un gesto senza ritorno: scendere dalla giostra. Quella della vita.
Il ragazzo dai pantaloni rosa. Il musical porta in scena emozioni espresse soprattutto attraverso il canto: quattordici brani, per lo più contemporanei, accompagnano la narrazione.
È un racconto tragico ma divertente, capace di affrontare con delicatezza e rispetto la vicenda del giovane Spezzacatena e, soprattutto, di far comprendere l’importanza di ascoltare le silenziose grida di aiuto che possono provenire dalle persone più sensibili e fragili.
Massimo Romeo Piparo e Roberto Proia, nell’adattare questo lavoro, propongono una costruzione che spinge gli spettatori verso la paideía, più che verso una nemesi. Non basta non unirsi al coro di chi offende: occorre prendere posizione, isolare i violenti e aiutarli a riconoscere i propri errori.

La trasposizione teatrale, pur rimodulata nel susseguirsi delle scene, conserva intatta la forza emotiva della storia grazie, oltre all’accurata e vasta scelta dei brani funzionali alla narrazione (tra i quali: Volevo essere un duro di Corsi, Zitti e buoni dei Måneskin, A modo tuo di Elisa, Gigante di Piero Pelù — solo per citarne alcuni — e i leitmotive: Sogna ragazzo sogna di Vecchioni e Canta ancora di Arisa), alle efficaci coreografie di Dalila Frassanito.
Le scene di Teresa Caruso sono vivaci e funzionali. Particolarmente suggestiva l’ambientazione del luna park che chiude il musical, mentre i costumi di Cecilia Betona, per sobrietà e colori, risultano coerenti con la vita contemporanea.
L’ideazione delle luci, con una sapiente alternanza di chiari e scuri, è di Umile Vainieri; l’impianto sonoro, invece, è curato da Stefano Gorini.
Menzione speciale per la piccola orchestra, diretta da Emanuele Friello, sempre in grado di sostenere la tensione musicale e scenica, composta da: Enrico Scopa, Alessandro Luccioli, Guerino Rondolone, Simone Gianlorenzi e Alex Massari.

Nel cast un meritato plauso va a Samuele Carrino e Sara Ciocca, già protagonisti del film. Per loro, se da un lato, da critico non posso esimermi dal segnalare l’evidente acerbità vocale, lontana dalla piena maturità tecnica dei professionisti del musical, dall’altro debbo sottolineare le preponderanti qualità di passione e autenticità.
Tutte le attrici e tutti gli attori hanno saputo trasformare la loro adolescenza scenica in un inno alla vita, dove il dolore e l’ombra della morte diventano strumenti di consapevolezza e rinascita.
Accanto a loro, non meno coinvolgente, l’Andrea adulto, Christian Roberto (già visto in Mamma Mia! e in Mare Fuori – Il musical).
Ottima la prova di Tommaso Pieropan nel ruolo di Christian e di Matteo Volpotti nei panni del professor Gioli; performer noti nel teatro musicale, e di Rossella Brescia, madre intensa e appassionata, dotata di elegante e cronometrica professionalità.
Convincenti Donato Altomare nel ruolo del padre. Esuberante e spontaneo il piccolo Michele Mula, nei panni del fratellino Daniele.
A sostenere i protagonisti, con energia travolgente, i performers di musical: Simone Ragozzino, Gabriele Aulisio, Giovanni Papagni, Ottavia De Filippis, Cristina La Gioia e Alessandra Somma, assieme all’ensemble (giovani in gran parte provenienti dall’“Accademia Il Sistina”), composto da: Giulia Carosi, Fatima Rosati, Sofia Sabatini, Gabriele Ansanelli, Mattia Di Marco, Alexandr Fomin, Francesco Gentili, Michela Minenna, Maya Scaffai, Micol Sergi e Giuseppe Zagarella.
Al termine della prima rappresentazione, tra i numerosi ospiti presenti, oltre alla signora Manes, mamma di Andrea, era presente Arisa che, su invito di Massimo Romeo Piparo e in attesa di esibirsi sul palco di Sanremo 2026, ha proposto la sua versione del brano Canta ancora.

Il ragazzo dai pantaloni rosa. Il musical
tratto dall’omonimo film rivelazione di Eagle Pictures e Weekend Films
adattamento di Massimo Romeo Piparo e Roberto Proia
regia Massimo Romeo Piparo
direzione musicale Emanuele Friello
coreografie Dalila Frassanito
scene Teresa Caruso
costumi Cecilia Betona
luci Umile Vainieri
suono Stefano Gorini
con i protagonisti del film
Samuele Carrino e Sara Ciocca
con Rossella Brescia e Christian Roberto
e con
Donato Altomare, Matteo Volpotti, Tommaso Pieropan, Michele Mula
solisti
Simone Ragozzino, Gabriele Aulisio, Giovanni Papagni, Ottavia De Filippis, Cristina La Gioia, Alessandra Somma
ensemble
Giulia Carosi, Fatima Rosati, Sofia Sabatini, Gabriele Ansanelli, Mattia Di Marco, Alexandr Fomin, Francesco Gentili, Michela Minenna, Maya Scaffai, Micol Sergi, Giuseppe Zagarella
orchestra
Emanuele Friello, Enrico Scopa, Alessandro Luccioli, Guerino Rondolone, Simone Gianlorenzi, Alex Massari
Teatro Sistina, Roma, fino all’8 marzo 2026.