Quando un testo, un corpo, una regia e una musica attraversano oltre vent’anni di storia teatrale e tornano ad abitare l’oggi – in un contesto storico e sociale radicalmente mutato, in un teatro segnato dal ricambio generazionale e con un attore che nel frattempo è cambiato insieme al mondo – ciò che accade in scena assume inevitabilmente altra forma e altro senso.
È successo così per Caccia ‘l drago, andato in scena dal 6 all’8 febbraio 2026 al Teatro Biblioteca Quarticciolo. Novella musicale liberamente ispirata all’opera di J. R. R. Tolkien, di e con Daniele Timpano, con la regia dello stesso Timpano e di Elvira Frosini.
Cosa resta? Lui conserva la sua chiave attorale: la frantumazione linguistica in chiave petroliniana, i movimenti frenetici, l’autoironia intrinseca al suo declamare. Nel frattempo, però, è cambiato il corpo in scena: più maturo, attraversato dal tempo. Sono cambiate anche le mappature relazionali che sostengono e circondano l’operato di Daniele Timpano: Caccia ‘l drago da spettacolo autoprodotto a nuova produzione di Scarti Centro di Produzione Teatrale e Kataklisma Teatro; cambia la dimensione musicale composta da Natale Romolo, oggi registrata e non più eseguita dal vivo al pianoforte. In questo pellegrinaggio, si iscrive anche l’incontro e la condivisione di un comune percorso artistico con Elvira Frosini.

Daniele Timpano è il narratore onnipresente di questa fiaba, ma è anche il contadino protagonista e il suo cane, il gigante da affrontare, la folla di abitanti della contea dell’Inghilterra medievale, il re che la governa, il drago da sconfiggere. La scena è ridotta all’essenziale: a darle movimento e contesto sono i continui slittamenti del corpo e della voce dell’attore, che in maniera rocambolesca costruisce e smonta senza sosta la storia di un tranquillo contadino caricato della responsabilità della caccia al drago. È un teatro che nasce dalla trasformazione e frantumazione dei personaggi evocati in scena, dove la proliferazione dei ruoli diventa motore drammaturgico.
La moltiplicazione dei personaggi, che passa attraverso variazioni tonali, rapidi cambiamenti motori e linguistici e la malleabilità della maschera facciale dell’attore, si riversa così nella moltiplicazione dei generi e degli immaginari: c’è Tolkien, la deformazione umoristica di Ettore Petrolini, ma affiorano anche echi del cavalier Brancaleone da Norcia di Vittorio Gassman e di quell’universo comico-satirico italiano che arriva fino ad Aniene di Corrado Guzzanti.
Il contadino di Daniele Timpano, con il suo incedere ridicolo e un’armatura arrangiata alla meglio, ostenta una espressività facciale volutamente esagerata e una recitazione istrionica lavorata sul paradosso: il personaggio cerca di presentarsi sicuro, investito della benedizione del re e della sua spada “mordi coda”, ma porta già in sé la propria sconfitta, che diventa esilarante materia comica.

Da Caccia ‘l drago possono emergere diversi sottotesti, in base al posizionamento e allo sguardo.
Per i più piccoli è una fiaba-non fiaba che, nell’ultima battuta, spezza l’artificio e la divisione tra realtà e fantasia: Daniele Timpano interrompe bruscamente il racconto e riassume in maniera succinta i capitoli rimasti. Con questa scelta, smette di essere attore-narratore della storia fino a quel momento interpretata e diventa, per un istante, attivo narratore di se stesso. Per i più grandi, quindi, le gesta dell’antieroe e il gesto stesso di chiudere improvvisamente la farsa smascherano la promessa a lieto fine e restituiscono la disillusione di un mondo poco fantasy e molto reale: un mondo in cui essere investiti di potere e responsabilità non trasforma automaticamente in eroi, e in cui anche il più umile dei campagnoli può trovarsi impreparato davanti alla gestione del bene comune.
Caccia ‘l drago
di e con Daniele Timpano
regia Elvira Frosini e Daniele Timpano
musiche originali Natale Romolo
scene, costumi, oggetti a cura di Alessandro Ratti e Officina Scenotecnica Gli Scarti
disegno luci Marco Fumarola
assistente alla regia Francesca Blancato
organizzazione e distribuzione Laura Belloni
produzione SCARTI, Kataklisma Teatro
si ringrazia Valentina Cannizzaro.
Lo spettacolo è stato visto al Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma il 7 febbraio 2026.