Vorrei partire da una condizione sociale, collettiva, emotiva, che ha abbracciato e riguardato in contemporanea la ventiseiesima edizione di Attraversamenti Multipli, il festival multidisciplinare ideato e curato da Margine Operativo, con la direzione artistica di Alessandra Ferraro e Pako Graziani: lo sciopero della cultura indetto per venerdì 12 giugno 2026 e proclamato dai sindacati FP CGIL, CUB, ADL COBAS, COBAS lavoro privato, CLAP e USI CTS. Si tratta di tracciare una cornice storica per non perdersi, di tenere conto della convergenza di eventi e di intenti che emerge di fronte allo stato di disastro umanitario diffuso e persistente.
Dal vento di contestazione che ha investito impetuoso la Biennale d’Arte in corso di svolgimento a Venezia, la fiamma della protesta contro il deterioramento delle condizioni della vita culturale si è propagata a Milano, Roma, Bologna, Palermo, Cagliari, Firenze, Torino, nelle piazze, negli spazi pubblici, nei teatri, nei musei, in strada. I bersagli principali sono la precarietà, il maschilismo nella cultura, l’arte addomesticata e l’arte come privilegio, l’economia di guerra, l’ingiustizia sociale e il genocidio. La mobilitazione romana, costruita congiuntamente da Vogliamo tutt’altro Assemblea lavorat_ spettacolo e Mi riconosci? si è articolata in due momenti: un presidio la mattina a Piazza del Planetario e uno nel pomeriggio a Largo Argentina. L* artist* e attivist* che hanno preso parola lo hanno fatto anche per l* lavorat* che non dispongono di un contratto, che vivono nella discontinuità lavorativa e che, proprio per questo, non possiedono gli strumenti formali per rendere visibile la propria astensione dal lavoro.

Un lungo percorso mediatico e di piazza che consente oggi di scorgere in controluce le dinamiche che attraversano il sistema culturale italiano: la concentrazione del potere decisionale, gli abusi, la precarizzazione diffusa, ma anche la richiesta sempre più forte di trasparenza, partecipazione e giustizia economica e sociale.
In questo quadro, Attraversamenti Multipli appare non come un’isola separata, bensì come spazio condiviso di frustrazioni e rivendicazioni che agitano il mondo della cultura. Le relazioni stesse che Margine Operativo ha costruito nel tempo con artist* e realtà indipendenti testimoniano l’appartenenza a un medesimo campo di tensione. Fra queste, la presenza di Giorgina Pi, in programma giovedì 18 giugno con Nata vicino ai fantasmi. Nata tempesta, assume un valore che va oltre la semplice partecipazione artistica, inserendosi in una rete di soggetti che da anni interrogano il rapporto tra pratica culturale, lavoro e responsabilità politica. Angelo Mai, infatti, ha aderito allo sciopero rinunciando alla rappresentazione di Anixi di Alexia Sarantopoulou, trasformando un’assenza in un gesto pubblico e collettivo. Una scelta che ha reso evidente come la produzione culturale non possa essere considerata separatamente dalle condizioni materiali che la rendono possibile.

In questa prospettiva, la coesistenza evocata dall’edizione di quest’anno di Attraversamenti Multipli, in corso dall’11 fino al 20 giugno presso il Parco di Torre del Fiscale, con una due giorni conclusiva a Toffia (Rieti) il 3 e 4 luglio, non si configura come una pacificazione delle differenze, ma come la possibilità di abitare insieme il dissenso, riconoscendo nelle contraddizioni del presente il terreno da cui può nascere una diversa idea di comunità culturale e politica. Dalla scelta degli spazi verdi e periferici all’attenzione verso le pratiche partecipative fino alla volontà di concepire la danza, il teatro, la musica, e la cultura tutta, come terreno di confronto pubblico e non come semplice offerta di intrattenimento, Attraversamenti Multipli dimostra ancora una volta come un festival possa essere insieme festa, luogo di ascolto e dispositivo critico per abitare le contraddizioni del presente.

La prima giornata di festival si apre con due prime nazionali: A raíz de di Daniel Rodríguez e Fuori fuoco di Carlo Massari/ C&C Company. Entrambi abitano la stessa porzione di parco, speculare nella disposizione dello spazio e del tempo, proponendo una modalità di esposizione del corpo profondamente differente: il primo immerso nella luce ancora piena del sole, il secondo nel buio pesto, illuminato soltanto dall’occhio di bue.
Con A raíz de, Daniel Rodríguez porta in scena una danza meticcia, in cui la tradizione galiziana si intreccia con la sensibilità e i linguaggi della danza contemporanea. Il performer si muove con energia e spontaneità, instaurando una relazione immediata con il pubblico e disseminando “pezzi” di sé nello spazio – prima il tamburello, poi il cappello. La performance possiede una leggerezza contagiosa, forse proprio per questo lascia la sensazione di interrompersi troppo presto, senza averla abbracciata del tutto.
Carlo Massari presenta l’evoluzione di una ricerca già affiorata lo scorso anno ad Attraversamenti Multipli con Strano. In Fuori fuoco l’indagine sulle identità marginalizzate e sui corpi eccedenti le norme sociali si fa più nitida e al tempo stesso più radicale. Il corpo dell’interprete emerge e scompare nel cono di luce, come se la visibilità fosse una conquista sempre parziale, continuamente minacciata dall’ombra. Massari lavora sulla vulnerabilità dell’esposizione, scegliendo una traiettoria introspettiva, ma anche (auto)ironica.

Un altro momento della giornata è Hold fast di Compagnie Ma’, dove il rapporto con l’altr* diventa il vero terreno di confronto della performance. Marion Alzieu e Mickaël Florestan presentano un duetto in cui il movimento si fa nervoso, scattoso, incessante. I due performer sembrano impegnati in una continua negoziazione della distanza: cercano un punto di alleanza e di fiducia, senza mai concedersi completamente. Si avvicinano e si respingono, si sostengono e si sottraggono, costruendo una relazione fatta di attrazione e resistenza.

Se le performance della prima giornata interrogano, ciascuna a suo modo, la visibilità dei corpi, le possibilità e i limiti delle relazioni, il giorno successivo Kassandra_over, il nuovo capitolo del progetto performativo di Margine Operativo dedicato alle figure femminili del mito, sposta lo sguardo sul terreno della parola e dell’ascolto.
Chi viene autorizzato a parlare? Quali voci vengono considerate legittime? E quali, invece, vengono sistematicamente relegate ai margini? A partire da queste domande, Kassandra_over interroga il presente, riportando al centro tutte quelle soggettività la cui voce viene delegittimata, ignorata o privata della possibilità di essere ascoltata. L’opera è apertamente debitrice di una delle più significative riletture moderne del mito, Kassandra di Christa Wolf, che restituisce alla profetessa troiana una coscienza politica prima ancora che tragica. In scena, Lucia Cammalleri trasforma progressivamente la performance in un rito collettivo. La sua presenza attraversa una soglia liminale oltre la quale la parola non si limita più a raccontare, ma convoca, evoca, scomoda. Cassandra smette così di appartenere al mito e torna a farsi figura del presente: voce che vede ciò che altri preferiscono non vedere, che nomina ciò che il potere tende a rimuovere e che continua a parlare anche quando nessuno sembra disposto ad ascoltare.
In tempi che spingono verso l’isolamento e la cancellazione delle differenze, delle memorie e delle voci dissonanti, Attraversamenti Multipli continua a ricordare che la coesistenza non è uno stato di fatto, ma una pratica da esercitare. E da difendere.
A raíz de
coreografia e interpretazione Daniel Rodríguez
sound design Aida Tarrío, Crnds, Manuele Pardo, Baiuca
montaggio audio Raúl Ben
costumi Abel Casal
ringraziamenti Vicky P. Miranda, Artur Puga
selezionato dalla Rete A Cielo Abierto (SP) per il Circuito A Cielo Abierto 2025.
Hold fast
coreografia e performer Marion Alzieu, Mickaël Florestan
composizione musicale Michael Avron
drammaturgia Nathalie Veuillet
disegno luci Franck Besson
direzione tecnica Rodolphe Martin, Maël Thöni
costumi Abys2fly
produzione/diffusione Fabienne Remeuf, Léa Turner
coproduzione Auditorium Seynod, Théâtre de Cusset
con il sostegno di CND de Lyon, Boom’Structur – Pôle chorégraphique (Clermont-Ferrand), L’Assemblée – fabrique artistique (Lione), le TROIS C-L (Lussemburgo), Dipartimento della Savoia, Città di Chambéry, Centro Artistico Dipartimentale della Savoia (Montmélian), Teatro di Aurillac, DRAC AURA, Regione AURA, Spedidam.
Fuori fuoco
creazione originale di e con Carlo Massari / C&C Company
produzione Associazione Culturale SPaCCa
con il supporto di BACH Art Cultural Hub
con il sostegno di MIC e Regione Emilia-Romagna
in collaborazione con Margine Operativo / Attraversamenti Multipli.
Kassandra_over
ideazione Alessandra Ferraro e Pako Graziani
regia Pako Graziani
performer Lucia Cammalleri
musiche originali e sound designer Dario Salvagnini
produzione e progetto performativo Margine Operativo.
Attraversamenti Multipli, Parco di Torre del Fiscale, Roma, fino al 20 giugno 2026 e Toffia (Rieti) 3-4 luglio 2026.