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Un Mondo Raro

di Maria Francesca Stancapiano



foto di Rosy Romano

 

All'Off/Off Theatre di Via Giulia a Roma è andato in scena negli ultimi giorni di gennaio Un Mondo Raro con i cantautori siciliani Fabrizio Cammarata e Antonio Di Martino.
Lo spazio destinato alla rappresentazione è pressoché vuoto: ci sono un fondale nero, due sedie posizionate alle estremità del palcoscenico e delle chitarre appoggiate sulle rispettive sedie. Sul proscenio due valigie piene di pupi, che animeranno la scena parola dopo parola, racconto dopo racconto. Al centro, immobile e imperante, la protagonista della storia: Chavela Vargas - un pupo illuminato dal basso verso l'alto ricoperto da un velo nero - la piccola e umile Édith Piaf messicana vissuta tra respiri, silenzi, urla e tequila fino al 2011, anno in cui muore alla veneranda età di 93 anni.
<<Signori mei ca' vulisse séntere questa sera si cunta lu cuntu di Chavela Vargas>> potrebbe essere l'introduzione dei due attori sul palcoscenico. Vestiti di nero, infatti, entrambi omaggiano la cantante, raccontando la sua vita proprio come se fossero dei cuntisti siciliani. Gli interpreti si rivolgono al pubblico con naturale spontaneità nel seguire una sorta di canovaccio composto della biografia della chanteuse - anticonformista e trasgressiva - che amava indossare abiti maschili, fumare sigari e interpretare le canzoni della musica ranchera messicana con una voce rauca, rotta, capace di arrivare dritta al cuore senza mai assecondarne gli stereotipici folkloristici.
Nello spettacolo, il duo Cammarata-Di Martino fa, poi, un'altra operazione importante, ovvero mettere a confronto la cultura messicana e quella siciliana a partire dall'esaltazione della morte. Un rito di ‘passaggio' che accompagna il defunto nell'aldilà tra canti e cibi con un rispetto così devoto da creare, attraverso la vitalità dei dialoghi, una relazione continua tra il Mondo dei vivi e il Mondo dei morti. Gli attori, d'altronde, conoscono bene i contesti antropologici di cui riferiscono: la Sicilia, terra di origine e di appartenenza e il Messico – un luogo ‘magico' - scoperto dopo il lungo viaggio intrapreso nel 2011 alla ricerca delle tracce di Chavela Vargas poco prima del suo definitivo ritiro dalla scena della vita. Gli aneddoti e le storie raccolte, così come le testimonianze dell'amore con Frida Kahlo, prendono corpo attraverso i pupi, maneggiati con grande maestria al punto, non solo, di trasmettere al pubblico vibranti suggestioni, ma di far sembrare ancora tra noi le persone evocate.


Infine, non si può ricordare Chavela, omaggiata tra gli altri da Pedro Almodóvar in Carne tremula con la sua interpretazione di Somos , senza cantare alcuni dei suoi cavalli di battaglia: La llorona , Volver, volver , Las simples cosas . Pizzicando le corde delle chitarre e con il cuore in gola, i due fanno riemergere l'intensa liricità dei brani di quell'autrice ‘sciamana', purtroppo ancora sconosciuta ai più. Unica imperfezione che mi sento di sottolineare è la scelta di tradurre le canzoni della Vargas in italiano. Perché modificare una lingua originale se di vita autentica si narra? Perché voler restituire il significato di ogni parola, se già la musicalità ne consegna un dolce dolore e un dolce sapore?
Ad ogni modo, Cammarata-Di Martino sono due cantanti completi che sanno mettersi a nudo con semplicità e autenticità, restituendo con i loro sentimenti, a livello parallelo, la vita di Chavela Vargas in una data - quella del 2 novembre, commemorazione dei defunti - che ricorre tanto nelle memorie della Vargas quanto in quelle dei due artisti. È il filo transoceanico che collega i due luoghi, dove la Morte viene celebrata come una ‘festa', a rendere somigliante la Sicilia al Messico e a dare risalto alla comunanza di valori per mezzo delle stesse qualità originali e distintive della personalità dell'interprete messicana: libertà, rivoluzione e surrealismo.


foto di Rosy Romano

 

Un Mondo Raro

di e con Fabrizio Cammarata e Antonio Di Martino
regia Giuseppe Provinzano
suoni e luci Francesco Vitaliti
pupi Igor Scalisi Palminteri
voci Filippo Luna, Chiara Muscato, Giuseppe Provinzano, Gisella Vitrano
Teatro OFF/OFF, Roma, fino al 21 gennaio 2018