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Maria by Callas: In Her Own Words

 

di Ilaria Capacci

 

 

A quarant'anni dalla morte di Maria Callas, il mondo ne celebra il ricordo con mostre, libri e con un film documentario recentemente presentato, con grande successo, nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma. Maria by Callas: In Her Own Words è stato realizzato dal giovane regista Tom Volf che - folgorato dalla voce della ‘Divina' ascoltata in una registrazione - ha girato il mondo per più di tre anni alla ricerca di materiale inedito e testimonianze dirette di amici e di colleghi della soprano. Ne emerge un ritratto molto intimo: l'intenzione del filmmaker è, infatti, quella di mostrare la ‘vera' Maria celata dietro la Callas. Ovvero, rivelare il conflitto tra due personalità: da un lato, Maria appunto che desiderava soltanto una vita semplice e che avrebbe voluto realizzarsi come moglie e madre; dall'altro, la Callas vale a dire la star che collezionava trionfi nei migliori teatri del mondo, stabilendo contatti con le più insigni personalità dell'epoca.

Maria by Callas si apre con una domanda del noto conduttore e giornalista televisivo britannico David Frost alla cantante sulla distanza tra la donna e l'artista. La Callas risponde prontamente che l'essenza e l'energia creativa sono le stesse per entrambe. Questa intervista, realizzata nel 1970 per il network americano Group W e per un lungo periodo creduta perduta, funge da filo conduttore del documentario e costituisce uno dei pochi filmati in bianco e nero in esso contenuto. Ciò che colpisce è la scelta del regista di colorare quasi tutte le immagini, originariamente in bianco nero, con lo scopo di avvicinare le nuove generazioni alla figura della Callas adorata dai suoi contemporanei, ma purtroppo dimenticata dai giovani.

Il film calibra sapientemente i momenti musicali, cui si alternano le testimonianze video amatoriali della vita privata dell'artista. Emozionano i super 8 girati in segreto dai fans della ‘Divina' durante le sue esibizioni come, ad esempio, il concerto di Londra o la Norma eseguita a Parigi nel 1965. Appassiona, inoltre, ascoltare la voce di un talento tanto spontaneo quanto nutrito dallo studio costante, durante le interviste con televisioni italiane, francesi e statunitensi che narrano della sua adolescenza in Grecia durante la Seconda Guerra Mondiale o delle sue disavventure sentimentali. Solo accennata l'infanzia a New York e la vita familiare di quegli anni. Questo, forse, uno dei pochissimi limiti della sceneggiatura, sebbene il film contenga l'unica preziosissima immagine di Maria con il padre tratta da un documento della BBC. Lì dove non è possibile udire la testimonianza diretta della soprano, è Fanny Ardant a prestare la propria calda voce ai diari e alle lettere d'amore di Maria Callas (l'attrice francese aveva già vestito i panni dell'artista nel film di Zeffirelli Callas Forever e sul palcoscenico in Master Class ) . Dalla lettura emerge l'immagine di una donna fragile e sola, delusa dal marito Giovanni Battista Meneghini (<<non amava me, ma quello che rappresentavo>>, era solita ricordare la soprano) e successivamente dall'uomo che sognava di sposare, Aristotele Onassis, il quale le preferì Jackie Kennedy. All'armatore greco, la Callas nelle sue epistole riserva le parole più dure: <<venni a sapere della sua storia con Jacqueline Kennedy dai giornali. Lo considerai un gran porco. La pagheranno entrambi>>.

Della Callas artista, il regista evidenzia i tratti più spigolosi: la polemica con il Met di New York e l'abbandono della Norma all'Opera di Roma dopo il primo atto sono soltanto alcuni esempi. Commuovono i momenti finali della sua carriera, come l'ultima tournée con il tenore Giuseppe Di Stefano o l'esibizione nel corso di uno spettacolo circense, che trasmettono con forza allo spettatore il senso del declino inarrestabile che avrebbe accompagnato la diva fino alla morte.

Quando uscirà nelle sale italiane Maria by Callas (distribuito da Lucky Red) non è da perdere assolutamente. Volf è riuscito nell'intento dichiarato nel titolo del lungometraggio: lasciare la parola alla Callas senza filtri né intermediari. Le immagini della cantante lirica che gioca con i cani in giardino o mentre prende il sole sullo yacht di Onassis non hanno eguali.

Maria by Callas: In Her Own Words è sicuramente uno dei migliori biopic usciti in sala negli ultimi anni insieme ai due di Asif Kapadia su Amy Winehouse e Ayrton Senna.