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Callas e Roma Una voce in mostra

di Ilaria Capacci

 

 

Nel quarantesimo anniversario della morte di Maria Callas tutto il mondo la ricorda con eventi espositivi, film, libri e anche la città di Roma le rende omaggio con Callas e Roma Una voce in mostra presso lo Spazio Espositivo Tirso (SET) fino al 21 gennaio prossimo. La mostra vuole essere anzitutto un'indagine su un decennio di attività artistica della cantante lirica, quello tra il 1948 e il 1958, in cui la Callas fu straordinariamente presente a Roma e stabilì contatti con il mondo intellettuale e artistico (da Luchino Visconti a Franco Zeffirelli). Ciò che contraddistingue l'esposizione del SET è l'utilizzo della voce della Divina ad accompagnare il visitatore lungo tutto il percorso. Grazie a un'audioguida (compresa nel prezzo del biglietto!) è possibile ascoltare numerose registrazioni sonore (alcune venute alla luce solo recentemente) delle opere rappresentate dalla Callas in Italia e in particolare nella Capitale. Callas e Roma si concentra sull'ascolto di una voce unica e straordinaria nei dieci anni più significativi della carriera dell'artista ed è articolata in sei ambienti che seguono l'ordine cronologico degli eventi, oltre a due sale dedicate rispettivamente alla città di Roma dell'epoca e al rapporto del soprano con il cinema. È perciò la stessa cantante a raccontarsi dal suo esordio, alle Terme di Caracalla nel 1948 con la Turandot , passando attraverso gli anni della Hollywood sul Tevere e gli albori della Dolce Vita, fino allo scandalo dell'interruzione della Norma al Secondo Atto nel 1958 presso il Teatro dell'Opera alla presenza del presidente Gronchi. Tale evento (oggetto persino di una interrogazione parlamentare) segnò l'inizio del declino della voce della Divina provata da diete massacranti e da dolorose vicende personali ed affettive.

 

 

Callas e Roma predilige, dunque, materiali di archivi romani per ricostruire il rapporto controverso tra il soprano e il pubblico capitolino, che dapprima ne consacra l'ascesa e successivamente ne decreta l'insuccesso. Tra questi materiali, spiccano bozzetti e costumi di scena, scambi epistolari, estratti di interviste (tra cui l'unico filmato a colori realizzato da Lord Harewood nel 1968 per la BBC), foto che testimoniano l'assidua presenza dell'artista nei luoghi della vita mondana romana, dall'hotel Quirinale al Caffè Rosati. Attira, poi, l'attenzione dei più curiosi la prescrizione di un medico italiano contenente la dieta che la Callas seguì a metà degli anni Cinquanta e che ne determinò il vistoso dimagrimento e, probabilmente, seri danni alle corde vocali. Altro documento molto interessante è il resoconto delle entrate economiche della Callas stilato dal marito su semplici fogli protocollo: scopriamo così che Giovanni Battista Meneghini teneva personalmente la contabilità della moglie ed annotava diligentemente i compensi percepiti dopo ogni recita. L'ultima sala dello spazio espositivo è riservata al rapporto del soprano con il cinema, in particolare al set di Medea diretto da Pier Paolo Pasolini nel 1969. Oltre all'abito di scena, vengono ospitati i gioielli creati per la cantante da Piero Tosi e alcune fotografie, in bianco e nero, che ritraggono il regista e la Callas (sua grande amica) all'aeroporto di Fiumicino. Fu, infatti, il celebre intellettuale a riportare la diva a Roma circa dieci anni dopo l'incidente della Norma .
La mostra costituisce un appuntamento imperdibile sia per i melomani, che rimarranno incantati dal percorso in musica, sia per gli estimatori della Capitale che vedranno ricostruita una delle stagioni più vivaci del secolo scorso.

 

 

Callas e Roma - Una voce in mostra
a cura di MusicaPERformare
Spazio Eventi Tirso, Roma, dal 12 dicembre 2017 al 21 gennaio 2018.
Orario : dalle 10.00 alle 19.00 dalla domenica al giovedì. Venerdì e sabato fino alle 20.00.